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‘A risa: la prima canzone italiana incisa su un disco

Categoria: Canzone napoletana classica Storie, aneddoti e curiosità
Data inserimento: 20 novembre, 2011
Autore: Lo Guarracino

Ebbene si: il primissimo disco in assoluto inciso in Italia contiene una canzone napletana ! E non poteva essere altrimenti, in quanto a quell’epoca, siamo nel lontano 1895, la canzone italiana, praticamente, non era ancora nata.

Ma facciamo prima un piccolissimo passo indietro. L’invenzione del disco sonoro risale al 1888, ad opera del tedesco Emile Berliner. Era costituito da una lamina di metallo ricoperta di gommalacca. Per funzionare necessitava di una velocità di rotazione di 78 giri al minuto, da cui prese il nome di 78 giri, ed aveva una una durata massima di 4 minuti; da quì la durata media delle canzoni (storica) di tre/quattro minuti. Si diffuse rapidamente il disco, soppiantando il più vecchio e ingombrante rullo (fonografo a rullo) del famoso T. Edison.

bernardo-cantalamessaFu il cantautore napoletano Berardo Cantalamessa (o Bernardo), famoso macchiettista dell’epoca, ad avere per primo in Italia l’idea di incidere una canzone su un disco. Gli venne ascoltando per caso una incisione, su rullo, di un cantante nero proveniente dagli Stati Uniti. E l’esperimetno risucì alla grande, perché ‘la canzone che incise, ‘A risa (cioè, la risata), divenne il suo più grande successo.

Canatalmessa era famoso oltre per la tecnica vocale anche per quella del fischio! Ma ancor di più lo era per la sua particolare risata. E nella canzone ‘A risa di risate del tipo “ha ha ha ha ha ha …” ce ne sono davvero a bizzeffe!

Che si tratti di una canzone allegra lo si capisce già dal titolo. Proprio non può fare a meno di ridere il personaggio della storia: “Io rido si uno chiagne, si stóngo disperato, si nun aggio magnato, rido senza penzá… ” (rido se vedo piangere qualcuno, se sono senza soldi, se non ho mangiato, rido senza pensare ..). E perché ride ? Perché: “Mme pare che redenno, ogne turmiento passa… nce se recréa e spassa… cchiù allero se pò stá…” (mi sembra che ridendo ogni tormento passi, ci si diverte e si sta più allegri).

‘A Risa resta una pietra miliare nella storia della canzone napoletana ed italiana. E’ stata interpretata da tanti artisti napoletani, tra cui il grande Aurelio Fierro.

Per la cronaca, i 78 giri furno soppiantato dai dischi di vinile a microsolco all’inizio degli anni quaranta (i famosi 45 e 33 giri). Poi vennnero le musicassette negli anni sessante e i CD negli anni ottanta. Il resto è storia recente.

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