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Spusalizio 'e marenaro

Categoria: Canzone napoletana classica
Data inserimento: 20 febbraio, 2012
Autore: Lo Guarracino

‘O spusalizio – ovvero il matrimonio a Napoli – è qualcosa che può travalicare i confini dell’immaginabile e che spesso oltrepassa il senso della misura e del buon senso; soprattutto per quanto riguarda l’aspetto economico. Si comincia con le spese per la promessa di matrimonio, dove – per fortuna – si invitano solo i parenti più stretti; una sorta di riscaldamento. La mazzata più pesante per gli sposi – o per i loro genitori – arriva con l’acquisto dei mobili. Poi c’è il rinfresco al ristorante, l’abito bianco, il bouquet di fiori, il fotografo, il cameraman, l’estetista, i fiori per addobbare la casa della sposa, quelli per la chiesa, il noleggio dell’auto, l’autista, i musicisti in chiesa, quelli al ristorante, la regalia per il sacerdote, le bomboniere, i confetti, il viaggio di nozze, ecc… Come se non bastasse, poi, a Napoli tutto ciò che viene comprato sotto l’ombrello del matrimonio quasi raddoppia il suo prezzo; che siano fiori, foto, acconciature o altro. Perché si deve fare e senza badare più di tanto alle spese; quasi fosse un male augurio il voler risparmiare. Come si usa dire: è ‘na vota sola e s’adda fa’ (è una volta soltanto e si deve fare).

champagne-mareTutto questo senza contare lo stress che ne deriva. Si, perché quel giorno tutto deve essere perfetto! Senza esagerare, la giornata tipo a casa della sposa napoletana comincia verso le quattro/cinque del mattino, quando arriva l’estetista per il trucco e la messa in piega. Poco più tardi arriva il ragazzo del bar con gli immancabili cornetti caldi ed almeno mezzo litro di caffè. Una vera e propria sfacchinata che si conclude verso le due o tre di notte quando in camera da letto gli sposi si ritrovano a contare i soldi delle “buste”; è in realtà solo grazie a questo meccanismo che è possibile spendere così tanto: in pratica sono gli invitati stessi che pagano tutte le spese.

Sono i matrimoni di una città dove tutto è teatro, in un’epoca, come quella che stiamo vivendo, dominata dal consumismo e dal protagonismo. Un tempo, invece, tutto era più semplice e naturale: all’epoca dei nostri nonni il giorno del matrimonio si riduceva ad una austera cerimonia religiosa in chiesa seguita da un piccolo banchetto con solo i parenti più stretti. Una sola foto ricordo per gli sposi. Il viaggio di nozze ? Pochi giorni di vacanza passati in campagna o al mare; altro che mete esotiche oltreoceano!

La verità è che si può fare a meno di tutto, la sola cosa indispensabile è l’amore. Perché non sono certo i soldi a dare la felicità! C’è una bellissima canzone napoletana che esprime in un modo molto originale questo concetto. Sto parlando della celebre Spusalizio ‘è marenaro (sposalizio di marinaio) di Di DomenicoMarigliano, del 1967. Forse uno degli ultimi capolavori della canzone classica napoletana, sicuramente degna di entrare in qualsiasi antologia di tutti i tempi. In Spusarizio ‘è marenaro una melodia briosa e scoppiettante fa da cornice a un testo splendido; il vero punto di forza della canzone. Un testo straordinariamente fantasioso e poetico che incarna appieno lo spirito genuino e verace del sentimento popolare napoletano.

marechiaroProtagonista è un giovane marinaio che non avendo risorse economiche sufficienti per sposarsi s’inventa un matrimonio a costo zero, attingendo per le spese direttamente dalle risorse offerte da madre natura. Innanzitutto, perché scomodarsi ad andare in chiesa quando come altare si può avere la celebre finestra degli innamorati a Marechiaro ? – Marechiaro è il piccolo borgo marino di Posillipo reso famoso dal grande poeta napoletano Salvatore Di Giacomo con l’omonima canzone. Come velo per la sua sposa, poi, una rete da pesca impreziosita da tante stelle marine; come se fossero perline. E non mancano gli invitati: al matrimonio sono state chiamate infatti centinaia di stelle. Con loro, come ospite di riguardo, nientemeno che la luna! Cosa volere di più ?

Per il dessert di dolci ci sono freschissimi e gustosi frutti di mare – ovviamente tutti pescati direttamente nel golfo di Napoli – con le vongole a fare da confetti. Lo champagne per il brindisi ? Ovvio, l’acqua del mare!

E pe’ sciampagna ce sta ll’acqua ‘e mare…

Spusarizio ‘è marenaro è una canzone che sembra più vecchia della sua età. È stata scritta, infatti, solo verso la fine degli anni sessanta. E’ forse questo il suo unico limite: l’attualità. Gli autori parlano di un mondo che in realtà non esiste più già da tempo e che loro stessi non hanno mai visto.

Spusalizio ‘e marenaro è stata portata al successo da Enzo Di Domenico, l’autore, e da Mario Merola che l’ha interpretata anche nella scena di un “improbabile” film del 1981: Napoli, Palermo, New York – Il triangolo della camorra.

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Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

13 Responses to “Spusalizio 'e marenaro”

  1. Francesco Guglielmi scrive:

    Quando sento una canzone o una musica napoletana, mi passa un brivido per la schiena – GRAZIE A TUTTI GLI AUTORI DELLE MUSICHE E DELLE PAROLE- è un piacere immenso. Chiedo se nel tuo repertorio sai o mi puoi far pervenire musica e parole. E RROS , CAMMNV P CIEND CIARDIN P PIGLIà TUTTE RROS P Tè, M PUGNEV STì MMàN CU E SPPìN MA ERO TANTO FELICE PCCHè ! ! Saluti e grazie firmato Francesco Guglielmi

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