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Roberto Murolo

Categoria: Gli interpreti
Data inserimento: 30 marzo, 2014
Autore: Lo Guarracino

Roberto Murolo è stato uno dei più grandi artisti del novecento italiano: un interprete sopraffino ed un fine dicitore. Con la sua bellissima voce ed il suo inconfondibile stile ha rivalorizzato la canzone napoletana classica. L’ha messa a nudo, l’ha spogliata di inutili fronzoli e ne ha esaltato la naturale bellezza dei versi e delle melodie.

Biografia di Roberto Murolo

I primi anni e l’esordio nel campo della musica

Roberto Murolo nasce il 19 gennaio del 1912 a Napoli, in via Cimarosa nel quartiere Vomero; cosa che sembra già un segno del destino, avendo questi luoghi fatto da sfondo ai più antichi canti in dialetto napoletano conosciuti.

Roberto MuroloEffettivamente Roberto sembra essere un predestinato. Suo nonno materno è un pittore. Suo padre, Ernesto Murolo, è un giornalista ed uno scrittore teatrale di successo, ma soprattutto è l’autore dei versi di indimenticabili canzoni napoletane come Tarantelluccia, Nun me scetà, ‘O cunto ‘e Mariarosa e Mandulinata a Napule. Fin dai primi anni di vita il piccolo Roberto respira “arte” tra le mura di casa che è frequentata dai grandi poeti dell’epoca d’oro della canzone napoletana: da Salvatore Di Giacomo a Libero Bovio a Ferdinando Russo. E mentre gli altri bambini giocano, lui si diverte cantando le canzoni del papà che ascolta dal grammofono. La passione per la musica comincia a fare presa, così inizia a studiare il sassofono e la fisarmonica. A quindici anni, poi, prende le prime lezioni di chitarra.

Nel 1933, a ventuno anni, c’è il suo esordio ufficiale nel mondo della musica: in un locale ischitano accompagna con la chitarra un Vittorio de Sica cantante che interpreta ‘E palumme; una canzone napoletana del 1913 scritta dal poeta Oscar Gallo e musicata da Mario Persico.

Tra compagnie del gas, il nuoto e Benito Mussolini

Nel 1935 viene assunto come impiegato in una compagnia del gas, un’esperienza che durerà solo tre anni. Il giovane Murolo coltiva anche la passione per lo sport. Pratica con assiduità nuoto, canottaggio e pugilato. Proprio in quello stesso 1935 vince i campionati universitari italiani di nuoto: specialità tuffi. A premiarlo, in piazza Venezia, è il Duce in persona. L’attività degli sport acquatici influisce positivamente sulla sua carriera artistica poiché, come lui stesso ammette, potenzia la sua capienza polmonare; una caratteristica di basilare importanza un cantante.

Il quartetto Mida Quartet e la parentesi estera

Il gruppo musicale dei Mills BrothersNel 1936, ispirandosi ai Mills Brothers, un gruppo vocale jazz e pop statunitense nato alla fine degli anni venti, Roberto Murolo fonda il Mida Quartet. Quella di dedicarsi ad uno stile musicale anglofono è una scelta che il giovane Roberto Murolo prende probabilmente anche per andare in controtendenza all’allora dominante cultura fascista che non vede di buon occhio tutto ciò che arrivava dall’estero. Ed a nulla servono, o forse sortiscono proprio l’effetto contrario, i consigli del papà Ernesto (che tra l’altro è con Salvatore Di Giacomo uno dei sottoscrittori del manifesto degli intellettuali fascisti) che lo vorrebbe invece impegnato nel repertorio classico della canzone napoletana.

Nel 1938 Roberto Murolo lascia l’impiego nella compagnia del gas e parte con il suo gruppo per una lunga tournée che lo tiene lontano dall’Italia per ben otto anni. Si esibisce in locali di mezza Europa: Ungheria, Bulgaria, Germania, Grecia e Spagna. Nel frattempo, nel 1939, muore il papà Ernesto.

La carriera discografica di Roberto Murolo

Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale Roberto Murolo torna in Italia. Chiude la sua esperienza con il gruppo che ha fondato e, forte anche dell’esperienza maturata, inizia la sua carriera da solista. Curiosamente è di nuovo un’isola a tenerlo a battesimo: si esibisce infatti come “chansonnier” al Tragara Club di Capri. Reagendo ancora una volta con insofferenza alla moda dilagante italiana del momento, fatta adesso di boogie woogie e rock and roll, Murolo riscopre l’interesse per il repertorio classico napoletano.

Nel 1947 inizia la sua carriera discografica; il supporto di registrazione è ancora quello dei vecchi 78. In circa nove anni incide almeno trecentosessanta canzoni che la radio trasmette puntualmente, facendo così conoscere la sua bellissima voce in tutto il paese.

Nel 1949 inizia anche la sua carriera cinematografica nel famoso film Catene con Amedeo Nazzarri. In totale sono dodici le pellicole che lo vedranno coinvolto, perlopiù con parti marginali nel ruolo del cantante.

Poi arriva la brutta vicenda che lo vede accusato di molestie su un minore, l’anno è il 1954: verrà assolto.

L’anno successivo, con la casa discografia Durium, incide il suo primo 33 giri: Roberto Murolo e la sua chitarra (in due volumi); sarà il primo di una lunga serie. Il 1963 è un anno importante per la canzone napoletana: Murolo pubblica infatti il primo volume della monumentale opera Napoletana. L’Antologia cronologica della canzone partenopea realizzata con il contributo del chitarrista Eduardo Caliendo. Finito il lavoro con Napoletana ne inizia un altro altrettanto importante: dopo la canzone lirica adesso è la volta della canzone napoletana umoristica. Nel 1969 pubblica quattro monografie dedicate ad alatrettanti grandi poeti: Salvatore di Giacomo, Ernesto Murolo, Libero Bovio ed E.A. Mario. Nel 1974, quasi a voler rimediare (forse) ad una dimenticanza, pubblica un album dedicato a Raffaele Viviani.

Roberto Murolo cantautore e la pausa degli anni ottanta

Sebbene sia prima di tutto un interprete, Murolo scrive anche diverse canzoni. Di queste compone quasi sempre i versi. Come autore vince anche due Festival di Napoli: nel 1959 con Sarrà … chi sa … e nel 1962 con Marechiare, Marechiare (scritta con la sorella Maria). Nel 1977 pubblica un album dal titolo Roberto Murolo cantautore contenente alcune delle sue più importanti composizioni.

Nel 1982 esce Napule chiagne, Napule ride: all’interno ci sono anche tre canzoni scritte da Domenico Modugno. A questo lavoro seguirà una lunga pausa nella sua produzione discografica.

La seconda giovinezza

Nel 1990 Murolo pubblica l’album Na voce e na chitarra. Al lavoro partecipano artisti del calibro di Lucio Dalla, Paolo Conte, Pino Daniele, Gino Paoli e Renzo Arbore. È la rinascita, l’inizio di una nuova giovinezza artistica. In quello stesso anno esce anche un libro dedicato alla vita dell’artista: “Roberto Murolo – La storia di una voce. La voce di una storia” di Gianni Cesarini (Flavio Pagano Editore) .

Roberto Murolo e Mia MartiniDue anni più tardi, nel 1992, in occasione del suo ottantesimo compleanno, pubblica l’album Ottantavoglia di cantare. Al suo interno ci sono due duetti che fanno la storia della canzone. Con Mia Martini canta “Cu’mmè“, canzone scritta da Enzo Gragnaniello e destinata a diventare un successo straordinario. Con il grande Fabrizio De André canta “Don Raffaé“, canzone che l’artista genovese scrive ispirandosi alla vita carceraria del noto camorrista napoletano Raffaele Cutolo.

Nel 1993 partecipa al festival di San Remo con la canzone “L’Italia è bbella” di Carlo Faiello. La canzone, che arriva solo dodicesima, tratta il tema dell’immigrazione in Italia. Del 1994 è poi Tu si ‘na cosa grande, un album interamente dedicato alle canzoni di Domenico Modugno.

I mega-concerti e le onorificenze

Roberto Murolo è ormai un’icona, è acclamato da tutto il paese. Il pubblico e gli artisti tutti lo amano e lo rispettano. Negli anni novanta conosce anche l’esperienza dei grandi concerti.

Con Fabrizio De André canta Don Raffaè in piazza San Giovanni a Roma per il concertone del Primo maggio del 1992: ci sono centinaia di migliaia di giovani che lo osannano come una pop star.

Il 5 luglio del 1996 si esibisce poi in Piazza del Plebiscito a Napoli, davanti al suo pubblico. Una folla sterminata lo ascolta in religioso silenzio mentre canta Tu ca nu’ chiagne. Poi è la volta della leggendaria Te voglio bene assaje – canzone che dà anche il titolo alla serata che viene trasmessa in diretta su Rai Uno. È un tripudio, con tutti che cantano in coro durante il ritornello.

Ma i riconoscimenti per Roberto Murolo adesso arrivano anche dalle istituzioni. L’anno prima infatti, nel 1995, viene nominato, dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro, grande ufficiale della repubblica per le sue doti canore e artistiche; a questa onorificenza si aggiunge, il 23 gennaio 2002, la nomina a Cavaliere di gran croce, conferita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi per i grandi meriti artistici.

Pochi giorni prima, in occasione del suo novantesimo compleanno, aveva ricevuto la visita delle autorità per una cerimonia pubblica di auguri. L’appuntamento, previsto in un primo momento nella sede del Comune di palazzo San Giacomo, si tiene casa dell’artista. Murolo soffre di problemi respiratori e cardiaci che limitano notevolmente le uscite. Conserva però una lucidità mentale sorprendente ed una incredibile vitalità, testimoniati dall’album pubblicato proprio quello stesso anno Ho sognato di cantare, un lavoro che contiene undici canzoni scritte da artisti dell’ultima generazione come Daniele Sepe, Peppe Lanzetta, e Gigi De Rienzo.

Sempre nel 2002, l’8 Marzo, Roberto Murolo riceve dal palco del festival di San Remo un altro prestigioso premio alla carriera. Inizialmente è prevista la sua presenza al teatro Ariston, ma ancora una volta deve rinunciare a causa delle precarie condizioni di salute.

L’anno dopo, il 14 marzo 2003, Roberto Murolo si spegne a Napoli all’età di 91 anni.

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Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

4 Responses to “Roberto Murolo”

  1. CiaoLili scrive:

    Per me, Roberto Murolo è stato “la voce di Napoli”.Ricordo che quando cantava alla radio, nella via in cui abitavo, la gente si passava l’informazione: “Appiccia ‘a radio, sta cantanno Murolo”.Erano gli anni del dopo guerra. Ho diversi suoi dischi, non antichi perchè all’epoca non solo ero bambina, ma non avevamo il giradischi.Chiunque lo ascoltasse, s’innamorava della sua voce e del suo modo particolare d’interpretare la canzone napoletana.Ci sono stupende canzoni napoletane che io amo ascoltare solo cantate da lui.Una fra queste è “Suspiranno” la conosci? quella che parla ‘e “Na fenestella ‘e foglie rampicante…”
    Grazie GUARRACINO per questo lungo articolo che ci parla del nostro indimenticabile artista, amato da tanti altri artisti che lo riconobbero come un “grande”.Ciao, Liliana.

  2. francesco scrive:

    GRANDISSIMO !!!! GRAZIE !!!!!!!!!!!!

  3. Claudio Di Veroli scrive:

    Dei Murolo cantanti della canzone napoletana per me ve ne sono due:
    1) quello del dopoguerra e anni 1950, assai popolare e semplice, che proprio ti arriva al cuore, su dischi 78rpm.
    2) quello degli anni 1960 e posteriori, più sofisticato e con repertorio ingrandito ma, almeno per me, meno interessante. Queste sono purtroppo TUTTE le registrazioni reperibili in Italia da molte decadi. Tempo fa sono riuscito a trascrivere su CD i vecchi dischi di 78rpm di mio padre: una dozzina di meravigliose registrazioni del Murolo giovane, assolutamente commoventi.

    Ringrazierò qualsiasi segnalazione di dove si possano trovare CD del “primo Murolo”.

  4. Arturo Olivieri scrive:

    Mi piacerebbe conoscere quali sono i brani che scelse per il suo album dedicato a Viviani. Grazie e buona vita.

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