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Reginella, una sciantosa napoletana

Categoria: Canzone napoletana classica
Data inserimento: 9 luglio, 2012
Autore: Lo Guarracino

Tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento ebbero grande successo anche in Italia i chafè-chantan, locali dove si eseguivano spettacoli di arte varia, durante i quali si poteva mangiare e bere seduti a un tavolo.

La Chanteuse du Café-Concert di Edouard ManetI cafè-chantan nacquero in Francia alla fine del XVIII secolo. In Italia il primo di questi locali venne aperto nel 1890 a Napoli all’interno della Galleria Umberto I: il famoso Salone Margherita ; così chiamato in onore della regina. Poi dilagarono praticamente in tutta Italia.

Nei cafè-chantan italiani la regola era quella di copiare in tutto e per tutto la moda francese. Anche i menù erano scritti in francese. Lo stesso valeva anche per le sciantose, che erano probabilmente l’attrazione principale di quegli spettacoli. Per assomigliare alle college d’oltralpe, le sciantose napoletane si cambiavano addirittura il nome, si inventavano un passato di amori illustri e per atteggiarsi parlavano con un improbabile accento straniero.

Libero BovioFu proprio pensando ad una di queste popolane napoletane che nel 1917 il grande Libero Bovio scrisse i versi di una delle più belle canzoni napoletane di tutti i tempi: Reginella.

E’ una canzone dolcemente malinconica, grazie anche alla bellissima musica su tempo di valzer del maestro Gaetano Lama. Una canzone che parla di un amore che ormai appartiene al passato e di una ragazza di nome Reginella che ha cambiato completamente la sua vita. Adesso è diventata una sciantosa: frequenta ambienti raffinati, veste scollata e parla francese:

Te si’ fatta na vesta scullata,
nu cappiello cu ‘e nastre e cu ‘e rrose…
stive ‘mmiez’a tre o quatto sciantose
e parlave francese…è accussí?

Mentre un tempo la sua vita era molto più semplice, come quando col suo fidanzato mangiava “pane e cerase”.

Reginè’, quanno stive cu mico,
nun magnave ca pane e cerase…
Nuje campávamo ‘e vase, e che vase!
Tu cantave e chiagnive pe’ me!

Ma nonostante il successo e l’agiatezza ogni tanto quell’amore riaffiora ancora nella sua mente.

T’aggio vuluto bene a te!
Tu mm’hê vuluto bene a me!
Mo nun ce amammo cchiù,
ma ê vvote tu,
distrattamente,
pienze a me!…

Reginella divenne subito un successo mondiale, grazie soprattutto alla grande Gilda Mignonette che dopo averla incisa fu la prima ad esportarla all’estero.

A quasi cento anni dalla sua nascita Reginella è ancora una canzone vitale. La canzone ha fatto colonna sonora al film “Sabato, Domenica e Lunedì” del 1990, con Sophia Loren e Luca De Filippo. Nel 1995 Claudio Baglioni, nel suo album “Io sono qui”, ha omaggiato il capolavoro di Bovio-Lama scrivendo una canzone intitolata proprio Reginella. Nello straordinario successo televisivo “Capri”, prodotto da Rai Fiction (2006-2010), Reginella è il nome del personaggio interpretato dalla bravissima attrice napoletana – scuola Eduardo – Isa Danieli. Reginella è poi anche il nome di un numero sterminato di pizzerie napoletane.

Insomma Reginella è una canzone che è entrata nel cuore di tutti. Senza dubbio una canzone speciale che merita un posto d’onore nella gloriosa storia della canzone classica napoletana.

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Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

7 Responses to “Reginella, una sciantosa napoletana”

  1. Carlo Mascarino scrive:

    Caro Salvatore Brunetti,il testo è corretto, c’è una ripetizione normale anche in italiano : “io t`ho voluto bene a te, tu m’hai voluto bene a me”.
    Non così nel caso “a me piace”, sebbene sia frequente l’errore “a me mi piace”.
    Forse se fossimo vissuti nel 1917 avremmo potuto suggerire a Libero Bovio che,
    invece del desolante “mo nun ce amammo cchiù”
    scrivesse un più reale “mo nun me ame cchiù”
    Cordialmente.

  2. Antonio Lepre scrive:

    Gentoilissimo Signo7.re Moscarino, ho letto il suo commento
    publicato il Giorno 17 Agosto del 2016. Ebbene io penso che la sua corretura
    a riguardo della Canzone Napoletana Reginella.
    lei dice che sarebbe esatto mo nun me ame cchiu`”

    Io Credo che quando scrisse Libero Bovio e esatto poiche`
    mo nun ce amammo chiu” si allude alla Coppia che non si amano piu`

    Distinti Saluti da un vero Napoletano Antonio Lepre

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