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Quanno nascette ninno: la canzone napoletana scritta da un santo. Ovvero, l’originale di Tu scendi dalle stelle

Categoria: Canzone napoletana classica
Data inserimento: 19 dicembre, 2014
Autore: Lo Guarracino

All’età di undici anni, frequentavo la seconda media, suonai con la mia diamonica “Tu scendi dalle stelle” durante la messa di mezza notte nella chiesa del mio paese. Fu per me una grande emozione, la mia prima esibizione d’avanti ad un grande pubblico; una gioia per i miei genitori e la mia insegnante di musica. Per molti anni però ho ignorato che quella che avevo eseguito era in realtà – ironia della sorte – la melodia di un antico canto in dialetto napoletano.

Solo molti anni più tardi, infatti, durante uno di quei tanti concerti che durante il periodo natalizio deliziano Napoli e dintorni, mi capitò di ascoltare per la prima volta Quanno nascette ninno; fu un’esecuzione a dir poco fantastica. La melodia del canto, però, era “praticamente” quella di Tu scendi dalle stelle. Tanto che pensai subito si trattasse di una sua traduzione in dialetto napoletano. Dopo qualche ricerca scoprii invece che era vero l’esatto l’opposto!

Sant'Alfonso Maria de' LiguoriQuanno nascette ninno fu composto nel 1754 da un sacerdote cattolico: il napoletano Alfonso Maria de’ Liguori. Anzi, da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Nel 1839 infatti, quarantadue anni dopo la sua morte, il sacerdote compositore fu proclamato santo da  Papa Gregorio XVI (nel 1871 venne poi proclamato addirittura dottore della Chiesa da Papa Pio IX).

Pare fosse un tipo molto attivo nella sua azione di evangelizzazione, soprattutto verso i più poveri. Tanto che nel 1731, ridotto allo stremo delle forze, fu sollecitato dai suoi superiori a prendersi un periodo di riposo. Si ritirò allora nei pressi di Ravello; precisamente a Santa Maria de’ Monti a Scala. E fu proprio lì, sulle alture di quei monti, a contatto con pecore e pastori, che compose “Quanno nascette ninno”. Il testo lo scrisse in dialetto napoletano proprio per quegli incolti fedeli, affinché anche loro potessero comprenderne il significato. Lo stesso Sant’Alfonso compose poi anche la stessa “Tu scendi dalle stelle”, ma solo successivamente e come versione in lingua italiana della prima ed originale composizione in dialetto.

Scena dei Re Magi dalla commedia Natale in casa CupielloE’ indubbio, certo, che per notorietà sia proprio quest’ultima versione, “Tu scendi dalle stelle”, il canto natalizio per eccellenza. Perfino Eduardo nella sua celebre commedia “Natale in casa Cupiello” la preferisce facendola cantare a Lucariello, nennillo e Zio Pasqualino vestiti da Re Magi. Purtuttavia i versi in Italiano non reggono minimamente il confronto con la bellezza di quelli dell’originale in napoletano.

Il testo di Quanno nascette ninno si compone di ben ventisette strofe (in realtà pare che nel corso dei secoli ci siano stati diversi cambiamenti apportati alla versione originale). Si tratta di un emozionante racconto sulla nascita del bambino Gesù; in Italiano il titolo si traduce con “Quando nacque il bambino”. Un percorso poetico particolarmente ispirato, ricco di immagini suggestive e metafore.

A mio avviso la parte più bella è quella iniziale che descrive come il creato intero si predispose per l’arrivo del Salvatore. Ecco che allora gli uccelli si svegliarono in fretta e furia per cantare in un modo tutto nuovo:

De pressa se scetajeno l’aucielle
Cantanno de ‘na forma tutta nova

E nonostante fosse inverno fiorirono migliaia di fiori e rose:

Co tutto ch’era vierno, Ninno bello,
Nascetteno a migliara rose e sciure.

Tutto il mondo si appacificò: la pecora pascolò con il leone, mentre il leopardo giocò con l’agnello:

La pecora pasceva co’ lione;
Co’ ‘o caprette – se vedette
‘O liupardo pazzeà;

Non manca qualche curiosa nota di colore come quando, nel descrivere l’adorazione del bambinello, l’autore paragona lo “zompettio” dei pastori che si recano alla capanna a quello di cervi feriti:

Zombanno, comm”a ciereve ferute,
Correttero i Pasture a la Capanna;

Si tratta insomma di un’opera di elevata qualità e per certi versi emblematica essendo una testimonianza palpabile di come spesso la canzone napoletana abbia preceduto quella in lingua italiana. L’augurio è che nelle recite scolastiche questo canto venga sempre più spesso preferito (o almeno affiancato) al più noto Tu scendi dalle stelle, così da trasferirne la memoria alle nuove generazioni.

Quanno nascette ninno è stato tra l’altro interpretato da importanti artisti, napoletani e non. Tra questi: Eugenio Bennato, la Nuova compagnia di canto popolare, Enzo Avitabile e Mina.

[P.S. L’idea di scrivere questo articolo mi è stata suggerita in questo commento da sig. Luca Mansi che ringrazio.]