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‘O Vascio

Categoria: Canzone napoletana classica
Data inserimento: 21 dicembre, 2011
Autore: Lo Guarracino

Da sempre simbolo di degrado ed arretratezza, stereotipo della Napoli più povera, i bassi hanno sempre suscitato nei napoletani e non i sentimenti più disparati: rabbia, disgusto, indignazione, ma anche stupore, curiosità e simpatia.

filumena-marturanoMolti scrittori, giornalisti e intellettuali hanno scritto sui bassi di Napoli. Nel suo capolavoro Il ventre di Napoli, Matilde Serao ne parla come di “Case in cui si cucina in uno stambugio, si mangia nella stanza da letto e si muore nella medesima stanza dove altri dormono e mangiano; case i cui sottoscala, pure abitati da gente umana, rassomigliano agli antichi, ora aboliti, carceri criminali della Vicaria“. Forse nessuno però come Eduardo De Filippo, nel suo capolavoro Filumena Marturano, ha saputo descrivere questi luoghi. La scena, straordinariamente toccante, è quella in cui l’ex prostituta Filumena decide di dire tutta la verità ai suoi tre figli segreti e racconta loro la sua infanzia vissuta proprio in basso.

Individuare le cause, le responsabilità, i fattori che hanno portato migliaia di persone a vivere in questi posti sarebbe troppo arduo; costringerebbe quantomeno ad andare molto indietro nella storia. Quello che è certo è che l’essere umano è sempre riuscito ad adattarsi alle situazioni più critiche. I napoletani poi, loro malgrado, in questo sono sempre stati dei maestri. E nei bassi sono riusciti a vivere le proprie vite, a sognare, ad innamorarsi. Nonostante tutto!

E proprio l’amore, o quantomeno la passione, è il tema portante di ‘O Vascio (Il Basso); una canzone napoletana del 1946 straordinariamente allegra che parla, seppur in una chiave più romantica e spensierata, proprio dei bassi napoletani. Protagonista è un giovane che nonostante le sue nobili origini si innamora perdutamente di una vasciaiola; cioè di una ragazza che abita in un basso. A lui poco interessa che la ragazza sia di umili origini e che per giunta voglia rimanere con i genitori anche dopo sposata, anche se questi non hanno nessuna intenzione di lasciare il loro basso ! Con lei dentro, infatti, quella piccola abitazione diventa la più bella delle regge. Per amore è disposto a tutto, anche a mettersi contro la sua blasonata famiglia. Perché è legge di natura: la passione non guarda la condizione sociale e perfino un re deve cedere il passo davanti a due begli occhi.

‘O Vascio, i cui versi sono di Mario Giuseppe Cardarola, fu musicata dal grande Giovanni Gaeta, meglio conosciuto come E. A. Mario, uno dei grandi della canzone d’autore napoletana. Questa fu la sua ultima canzone. L’ultima di una produzione sterminata di oltre duemila componimenti.

Tra i più importanti interpreti di ‘O Vascio ci sono: Mario Abbate, Fausto Cigliano, Mario Trevi, Mario Merola, Aurrelio Fierro e l’immancabile Roberto Murolo.

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Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

10 Responses to “‘O Vascio”

  1. Carlo scrive:

    … a me, i “bassi” hanno sempre affascinato. Ma, forse, ero piccolo per capirne la vera natura. Oggi, sono distante da Napoli ma so cosa significa vivere in quei luoghi. Eppure, sopravvive il fascino. Indubbiamente, come ci racconti, la versione “romanzata” ha offerto spaccati memorabili di quella realtà.

    Ciao Mimmo, buona serata a te.

  2. maris scrive:

    Mimmo, come va? Passo giornalmente per vedere se hai postato qualcosa ma tutto tace….spero che tu stia bene e che presto torni a scrivere qui sul blog, perchè io (come senza dubbio tanti altri amici) ti aspetto :)
    Ciaoooooooo!

  3. Anna scrive:

    Mimmo……dove sei?

  4. mimmo scrive:

    Ciao Anna chi sei ? Piace napoli e la canzone napoletana e quando vengo a Napoli anche se nei borghi popolari bassi mi sento rinascere in alto verso alte mete – Napoli è la città piu bella del mondo. saluti affettuosi a tutti i napoletani. Mimmo Badolato

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