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Canzoni napoletane ispirate al mese di Maggio: le cinque più belle

Categoria: Contenuti speciali
Data inserimento: 7 maggio, 2012
Autore: Lo Guarracino

fiori-maggioMaggio, si sa, è il mese delle rose e dell’amore, dei baci appassionati e dei matrimoni. Sarà per la dolcezza del clima, per le giornate che si allungano o per il profumo inebriante dei fiori, ma a Maggio c’è in ognuno di noi un rigoglioso risveglio di sensi che sembravano ormai assopiti dai cupi mesi invernali.

Maggio ha saputo ispirare la sensibilità dei poeti e dei musicisti napoletani come nessun’altro mese dell’anno. Questi, complice anche l’eccitante bellezza dei luoghi, hanno composto autentici capolavori. Ascoltando queste canzoni sembra quasi di annusare il profumo della primavera, vederne i colori, sentirne il calore.

Ho provato a fare una selezione ed una piccola recensione di quelle che ritengo le cinque più belle canzoni napoletane dedicate a questo mese. Sono tutte canzoni napoletane famose; anzi famosissime. Ovviamente quando si parla del repertorio della canzone napoletane fare selezioni e classifiche lascia sempre il tempo che trova. Comunque queste sono le cinque canzoni che ho scelto: Era de Maggio, Torna Maggio, Maggio si tu!, ‘Na sera ‘e Maggio e ‘O Mese de rose.

Attenzione: non è una classifica! Le canzoni sono elencate in ordine cronologico.

Era de Maggio

Tra le cinque è forse la più famosa: Era de maggio. Fu scritta dal duo Di GiacomoCosta nel lontano 1885. Era de Maggio è una canzone sublime. Semplicemente splendida. Una delle più belle canzoni classiche napoletane in assoluto. L’atmosfera è soave; paradisiaca. Un giardino fiorito, i zampilli d’acqua di una fontana, il profumo delle rose, la dolce carezza del vento e due innamorati che si ritrovano, dopo un anno esatto, ancora innamorati; lì, a cantare lo stesso motivo antico.

Rispunnev’io: “Turnarraggio
quanno tornano li rrose…
si stu sciore torna a maggio,
pure a maggio io stóngo ccá…

Torna Maggio

Bellissima è anche Torna Maggio, scritta nel 1900 da un’altra coppia di mostri sacri della canzone napoletana: il poeta Vincenzo Russo, autore anche di Maria Marì, ‘A serenata d”e rose e Io Te Vurria Vasà, ed il Maestro Eduardo Di Capua. Torna Maggio è l’esperienza dell’uomo che sperimenta l’estasi dell’innamoramento. Quello più puro e sublime; a volte neanche dichiarato. Quello che trasforma la persona amata nell’unico scopo della propria vita.

E si ve stó’ luntano quacche ghiuorno,
pare ca vuje mme state sempe attuorno…
ca mme parlate e mm’astrignite ‘a mano…

E’ quello stato di contemplazione che amplifica i sensi e permette di gustare, anche nelle sue più minuscole sfumature, i sapori che la natura offre:

Rose! Che belli rrose!…Torna maggio!
Sentite ‘addore ‘e chisti sciure belle!
Sentite, comme cantano ll’aucielle…
e vuje durmite ancora!?…
‘I’ che curaggio!

Maggio si tu!

Del 1912 è invece Maggio si tu, di E.A. Mario. E’ la mia preferita. Originale, fresca e frizzante ma allo stesso tempo sensuale e passionale. In questa canzone Maggio non fa da sfondo ad un amore come nelle due precedenti, ma è protagonista assoluto: una sorta di Cupido della natura che si prende la briga di profumare l’aria per far cantare a due a due canzoni d’amore.

Maggio, si’ tu!
ca st’aria doce vaje prufumanno…
Quanta canzone faje cantá a doje voce!
Quanta suspire io manno!

‘Na sera ‘e Maggio

Il duo PisanoCioffi è famoso per aver scritto alcune delle più divertenti canzoni umoristiche napoletane. Solo per fare qualche nome: Agata, Cicco Formaggio, Fravula fra’, I due Gemelli, M’aggia curà, Fatte fa ‘a foto. Ma nel 1937 i due vollero cimentarsi nella composizione di una canzone cosiddetta “di spessore”. La sfida fu vinta alla grande. I due scrissero una canzone memorabile: ‘Na sera ‘e Maggio; quando si dice “la classe non è acqua”. ‘Na sera ‘e Maggio parla di una grande delusione per la fine di un amore che sembrava invece essere eterno. Non ci sono né rose, né profumi, ma solo l’infrangersi di una promessa fatta proprio una sera di Maggio.

Tu me diciste si ‘na sera ‘e Maggio,
e mo tieni ‘o curaggio e me lassà

Una curiosità. E’ risaputa la fantasia e la creatività dei tifosi napoletani. Il 10 Maggio 1987, giorno del primo scudetto del Napoli, la scritta “Tu me diciste si ‘na sera ‘e Maggio” campeggiava sugli striscioni e sulle mura di tutta la città.

O’ Mese de rose

‘O mese de rose è una canzone del 1938. Il testo è di Tito Manlio (autore anche di Anema e core e Nu quarto ‘e luna). La musica è di Giuseppe Bonavolontà. Come in Maggio si tu, anche in ‘O mese de rose il mese di Maggio è il protagonista assoluto del testo. Un testo semplice, allegro e ottimista.

Chist’è ‘o mese d”e vase,
vase ardente e azzeccuse…
Si dimane mme sposo,
mm”a piglio cu ‘e rrose,
cu maggio…e cu te!

La melodia è ampia e si presta ad esecuzioni di tipo lirico: è stata cantata dal grande tenore Giuseppe De Stefano. Due curiosità. ‘O mese de rose è stata interpretata dal grande regista e attore Vittorio De Sica. In una scena della versione cinematografica di Napoli Milionaria di Eduardo viene eseguita da un giovane Giacomo Rondinella.

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Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

9 Responses to “Canzoni napoletane ispirate al mese di Maggio: le cinque più belle”

  1. Nicola scrive:

    ECCEZIONALE

  2. patrizio scrive:

    trovatoti per caso, non ho avuto il tempo di guardare il blog………ma sono innamorato di napoli e della sua arte. grazie per quello che hai fatto, fai e farai.
    Alla prossima occasione.
    Una richiesta: un’elenco con testi delle canzoni o poesie napoletane dedicate alla mamma?. Grazie

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