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Jesce Sole: la prima canzone napoletana della storia

Categoria: Canzone napoletana classica
Data inserimento: 12 settembre, 2012
Autore: Lo Guarracino

In quale periodo della storia sono nate le prime canzoni napoletane ? E qual’è la prima canzone napoletana in assoluto ?

Per rispondere a queste domande bisogna andare molto indietro nel tempo. Di certo, però, non prima della nascita del dialetto napoletano stesso: perché è ovvio che senza il napoletano non ha nemmeno senso parlare di canzone napoletana.

Dipinto che raffigura Federico II attorniato dai sudditiNella penisola italica, dopo che per secoli si era parlato solo il latino, nel 1200 cominciarono a prendere corpo i vari dialetti (sarà proprio da uno di questi, quello fiorentino, che nascerà poi la lingua italiana – ma questa è un’altra storia). Accadde la stessa cosa anche Napoli; in quel periodo nella città regnava il grande Federico II di Svevia.

Volendo quindi ipotizzare che la canzone napoletana sia nata assieme al suo dialetto, potremmo dire che è proprio nel XIII secolo che inizia la storia di questa nobile tradizione.

Questa ipotesi di contemporaneità tra formazione del dialetto e nascita della canzone non è dettato solo da uno slancio di fiducia verso la grande passione canora dei napoletani. Essa è sostenuta da una precisa testimonianza documentale: un breve testo in napoletano, databile attorno al 1200, contenuto in un codice di verseggiatori del quattrocento conservato nel museo nazionale di Parigi. Il frammento è stato anche pubblicato da Ettore De Mura nella sua monumentale opera L’Enciclopedia della Canzone napoletana (1968) come canto rimaneggiato delle lavandaie del Vomero. Recentemente, poi, è stato inserito dal maestro Roberto De Simone nell’ apertura di un suo spettacolo: “La Gatta Cenerentola”.

Ecco è il frammento in questione:

Jesce sole, jesce sole
nun te fa’ cchiù suspirà!
Siente mai ca le ffigliuole
hanno tanto da prià…

Questo è tutto quello che abbiamo. L’autore è sconosciuto. Della musica manco a parlarne; sconosciuta anch’essa. Ma è comunque abbastanza per affermare che Jesce sole è la prima canzone napoletana della storia; in realtà sarebbe più corretto dire: “la canzone napoletana più antica che ci sia prevenuta”.

Si tratta di un canto semplice, spontaneo, genuino. Una invocazione al sole, l’astro che dà la vita. Una invocazione che ha tutto il sapore di una preghiera pagana. Una invocazione che richiama alla mente antiche tradizioni popolari fatte di canti, ritmi e danze religiose. Del resto è stato proprio il culto del sole che ha originato il monoteismo e quindi anche il cristianesimo.

Jesce Sole è una testimonianza preziosissima di una tradizione antica almeno ottocento anni, e la sua sola esistenza emoziona e inorgoglisce qualunque appassionato della canzone napoletana; napoletano e non.

Un’ultima osservazione. Il fatto che sia proprio il sole a fare da protagonista alla prima canzone napoletana è quantomeno curioso. Perché ? Perché sarà ancora lui, il sole, sette secoli più tardi, ad ispirare una canzone napoletana con un altro primato: quello di essere in assoluto la canzone più famosa del mondo. Capito di quale canzone parlo ?

Per i non napoletani

  • Il Vomero è un quartiere di Napoli.
  • Roberto De Simone è un regista teatrale, compositore e musicologo napoletano.
  • Traduzioni: Jesce = esci | figliuole = ragazze | prià = pregare

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Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

17 Responses to “Jesce Sole: la prima canzone napoletana della storia”

  1. lello della vecchia scrive:

    NESSUNO CONOSCE QUESTA CANZONE?

    • Giruzzo da Ferrara scrive:

      Jesce, sole, la cantavamo da bambini, negli anni ’50; più che cantarla la “dicevamo”, perché era come una filastrocca, senza musica. Per ciò che riguarda la prima canzone napoletana, è giusto dire che prima della nascita del napoletano, non può esservi una canzone napoletana, ma questo è come dire che prima della nascita dello stomaco non poteva esserci una pastiera, ma questo è n’ata cosa…
      Ricordo, invece, e mi sembra doveroso, che il placito di Capua, A.D. 960, sao che chelle terre cu chelli fini…, eccetera, è dialetto, quel dialetto che poi diventerà lingua italiana, ma quanto pare simile al napoletano!
      Basta, ce sentimmo, guaglio’

  2. giacomo scrive:

    Ma questo frammento è stato musicato e cantato ne “la gatta Cenerentola” con Beppe Barra o sbaglio?

    • Megaridea scrive:

      Musicato nella Gatta Cenerentola di Roberto De Simone, in rete si trovano diversi filmati, uno dei più visti è cantato da Antonella Morea.

  3. Katia scrive:

    Ho visto che non è ancora data (esplicitamente)la risposta alla tua domanda finale, Mimmo,: Non può essere altra che “‘O Sole mio”, vero?!
    Un abbraccio dal Belgio!
    Katia
    P.S. Dopo il tuo articolo su “Core ‘ngrato”, (che ti avevo chiesto di fare…,ancora grazie…),continuo ad esplorare il tuo blog, davvero interessantissimo!

  4. Antonio scrive:

    Ciao a tutti, sto cercando da tempo lo spartito per chitarra di Jesce Sole……. qualcuno lo possiede e gentilmente me lo fa avere? Grazie :-)

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