Tarantelluccia.it

Intervista allo storico della canzone napoletana Antonio Sciotti

Categoria: Interviste
Data inserimento: 22 novembre, 2014
Autore: Lo Guarracino

Quest’anno sono stato con mia moglie Concetta alla XIII edizione del DiscoDays, la fiera del disco e della musica organizzata a Napoli all’interno del Teatro Palapartenope. Motivo principale della mia visita (se non proprio l’unico) una mostra dedicata al Festival della Canzone Napoletana – con tanto di foto d’epoca, locandine e dischi – allestita dallo scrittore Antonio Sciotti, uno dei maggiori esperti sulla storia della canzone napoletana.

Antonio Sciotti è un vero e proprio studioso della materia, uno che basa la sua attività di scrittura sul “metodo della fonte primaria”, ovvero sulla ricerca di documenti originali per ottenere informazioni “di prima mano” su un dato argomento. Tra le altre cose ha anche collaborato alla stesura della “Nuova Enciclopedia Illustrata della Canzone Napoletana” di Pietro Gargano, naturale continuazione della più vecchia e famosa “Enciclopedia della canzone napoletana” di Ettore de Mura.

Antonio Sciotti nel suo stand alla XIII edizione del DiscoDaysQuando sono arrivato alla fiera mi sono subito messo alla ricerca del suo stand, lui era seduto lì vicino. Confesso però di non averlo riconosciuto: sapevo certo dei suoi libri, tuttavia non lo avevo mai visto: né in foto né in video. A dire il vero, comunque, immaginavo fosse molto più anziano. Dopo aver dato un’occhiata ai dischi e alle foto in esposizione ho cominciato a fargli qualche domanda sugli oggetti esposti. La conversazione è andata avanti per un bel po’; con mia moglie che intanto mi aspettava pazientemente poco distante. Ad un certo punto, avendone constatato la grande competenza in materia, ho realizzato: era proprio di lui, Antonio Sciotti. La gaffe era ormai fatta!

Ho scoperto comunque una bella persona: semplice, simpatica e gentile. Gli ho parlato anche di Tarantelluccia.it; mi ha detto che già conosceva il blog. Poi gli ho fatto due richieste: la prima, che mi autografasse una copia della sua “Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981”,  la seconda, che mi concedesse un’intervista da pubblicare su Tarantelluccia.it. Antonio le ha accettate entrambe. Non solo: mi ha anche omaggiato di una copia del suo bellissimo libro dedicato alla cantante Ada Bruges.

Di seguito riporto il testo dell’intervista. Nella foto sono insieme a lui con la copia autografata del suo libro.
Io con Antonio Sciotti

Ah, comunque nel corso della giornata ho anche comprato un’antologia della canzone napoletana composta di dieci dischi in vinile: un vero affare.

Testo dell’intervista

Come è nata la tua passione per la canzone napoletana ?
E’ avvenuto tutto in maniera naturale. Ho ascoltato musica dialettale ed ho assistito a spettacoli teatrali napoletani fin da giovanissimo. Io dormivo nella stessa stanza dove mio padre scriveva copioni di sceneggiata. Lo sentivo, a volte, tutta la notte scrivere con la sua “olivetti”, perché doveva consegnare il copione alla compagnia. All’epoca una formazione teatrale portava in scena anche quattro/cinque sceneggiate in una stagione teatrale, perciò i tempi erano molto stretti. A volte, papà, mi chiedeva anche aiuto nel sistemare alcune cose sui suoi copioni e, di conseguenza, mi appassionavo senza neanche saperlo a tutto il mondo dell’arte. E poi, spesso, lo accompagnavo alle prove teatrali o alle “prime” delle sceneggiate. Mi ricordo che, dietro le quinte, i miei compagni di gioco erano Sal Da Vinci, il figlio di Maria Del Monte, il figlio di Virginia Da Brescia e altri.

Quando hai capito che avresti potuto fare lo scrittore ?
Non l’ho capito. L’ho voluto! Era un mio desiderio, motivato anche dal fatto che libri che raccontavano delle nostre radici artistiche erano proprio pochi. Il resto, erano e sono soltanto dei riassunti di questi libri, non aggiungono niente di nuovo. Nessuno (tranne i “grandi”) ha avuto voglia di lavorare su documenti di “prima mano”. Fortunatamente, negli ultimi dieci anni le cose sono cambiate. Ci sono tanti nuovi scrittori che lavorano molto bene e portano alla luce cose molto interessanti.

Ci parli dei libri che hai scritto?
Beh! Di proprio pugno ho scritto tre libri: “Gilda Mignonette: Napoli New York solo andata”; “Ada Bruges: l’ultima sciantosa di Cantanapoli”; “Cantanapoli: Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981”. In uscita “Due secoli di Palcoscenico: Le dinastie teatrali napoletane”.
Poi ho scritto diversi saggi in altri libri, tra cui “Partono ‘e bastimente” di Federico Vacalebre. Mi fa piacere ricordare quest’ultimo, perchè è proprio un bellissimo libro. La magnificenza di questi libri, se sono belli, deve essere raccontata dai lettori, non certo da me.

Ci racconti qualche aneddoto riguardo la tua attività di scrittore ?
La mia caratteristica e che lavoro soprattutto su documenti di “prima mano”. Non mi soffermo mai ne su quello che si dice in giro, ne su quello che è scritto in libri nuovi o antichi. Devo sempre verificare il tutto. Sono esageratamente meticoloso. Aneddoti? Per il libro “Gilda Mignonette” mi ricordo dei gelidi e umidi scantinati della Phonotype, dove lavoravo per mettere sù la discografia della Mignonette. Per “Ada Bruges”, la disperata ricerca dei parenti. Per l'”Enciclopedia del Festival di Napoli”, l’ossessione di trovare tutte le classifiche di ogni edizione della rassegna canora napoletana. Per il libro delle dinastie teatrali napoletane “in uscita” l’anno prossimo (spero!), i sinistri archivi del cimitero dove, da solo, cercavo tra i milioni di morti, quelli che dovevo inserire nel libro.

Quale è la tua canzone napoletana preferita e perché ?
Una canzone su tutte non c’è! Diciamo che, tra i tantissimi generi musicali, preferisco particolarmente ascoltare i brani che trattano il tema dell’emigrazione (‘A cartulina ‘e Napule”, “‘O paese d”o sole”, “L’America”, “Mandulinata ‘e ll’emigrante”, “E l’emigrante chiagne”, “Santa Lucia luntana”, “Connola senza mamma”, “Cantano l’emigrante”, “‘A luna ‘e Napule”, ecc. ecc.) e quelli su musica dub (Almamegretta e 24 Grana in particolare).

Ed il tuo interprete preferito ?
Ce ne sono tanti. Se devo fare una preferenza in base ai periodi, diciamo che preferisco Enrico Caruso e Gilda Mignonette, tra gli interpreti d’inizio Novecento; Nunzio Gallo e Giulietta Sacco tra gli interpreti di metà Novecento; Pino Daniele e Teresa De Sio tra gli interpreti di fine secolo; Sal Da Vinci e Francesco Di Bella per le ultime generazioni.

Credi che la canzone napoletana d’autore possa un giorno rinascere (nel senso di nuove produzioni) o la consideri un’esperienza definitivamente conclusa e cosa pensi del fenomeno dei neomelodici ?
Io penso che la canzone napoletana d’autore non sia mai morta. Io compro sempre cd in dialetto da oltre trent’anni e non mi è mai successo di saltare qualche annata. Tanti artisti partenopei, tutt’oggi, a livello nazionale, cantano in dialetto napoletano (Pino Daniele, Clementino, Teresa De Sio, Nino D’Angelo, Enzo Gragnaniello, Pietra Montecorvino, Gigi D’Alessio, Massimo Ranieri, Lina Sastri, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Sal Da Vinci, Maria Nazionale, Almamegretta, 99 Posse, 24 Grana, ecc.) e, proprio quest’anno, abbiamo avuto la soddisfazione, con Rocco Hunt, che una canzone napoletana abbia vinto il Festival di Sanremo. Quelli che lo dicono sono i “nostalgici”, cioè quelli che non seguono più la musica da tempo e si sono fermati al loro periodo o più indietro. Quindi non penso affatto che sia morta. Poi, il discorso del Festival napoletano è un discorso a parte.
Neomelodici? Io, personalmente, non ho mai fatto nessun distinguo. Questa è solo una classificazione fatta dal punto di vista giornalistico per distinguere Pino Daniele da Antonio Russo. Ma, per me, non esiste. Anche Pino Daniele si è esibito ai matrimoni, feste private e di piazza. Lo ha dichiarato lui stesso in un’intervista sul mensile “Musica Leggera”. Detto ciò, ascolto con piacere l’ultimo lavoro di Enzo Gragnaniello e l’ultimo lavoro di Antonio Russo, senza soffermarmi che uno dei due possa essere “neomelodico”.

Chi è Antonio Sciotti nella vita privata ?
Una persona come le altre: fa la spesa al centro commerciale, s’improvvisa imbianchino o elettricista per sistemare i guai di casa, segue l’atletica leggera, lo sci e il Napoli calcio, va a mangiarsi la pizza margherita o quella fritta nelle “peggiori” (migliori) bettole napoletane, adora i simply red e sade e gira Napoli in bus e in metrò.

Quali sono i tuoi prossimi progetti editoriali ?
Oltre l’uscita del libro “Due secoli di Palcoscenico: Le dinastie teatrali napoletane” (avrà luce questo libro?!), mi piacerebbe molto fare dei “corsi”, delle “lezioni” per trasmettere le mie conoscenze, le nostre radici. Purtroppo questa è una prerogativa soltanto del mondo accademico. Ecco uno dei motivi per cui la nostra cultura artistica, le nostre radici, non sono trasmesse. Peccato!

Argomenti trattati , ,

Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

5 Responses to “Intervista allo storico della canzone napoletana Antonio Sciotti”

  1. stefano scrive:

    Complimenti per il bellissimo articolo e per l’ intervista allo storico Antonio Sciotti, grande scrittore e cultore della tradizione musicale, teatrale ed artistica napoletana.
    Ciao, Mimmo. Alla prossima.

  2. Ottorino scrive:

    Visto che parlo con un esperto,ti chiedo aiuto.Sto cercando la canzone e anche lo spartito di (frenesia)a me sembra di averla sendita da Mario trevi,non sono sicuro.Ti cito qualche frase per capirci meglio:
    quann tu me vasi io sent nu prufumo e cient rose e po vustuta a sposa t’sonn mbraccia a me mbraccia a me mbraccia a me…… Ti ringrazio questa canzone mi piace tanto tra tante altre perchè io la canto,speriamo che mi puoi aiutare.

    • lo Guarracino scrive:

      Ciao Ottorino,
      La canzone si intitola È frennesia! ed è arrivata al nono posto del Festival di Napoli del 1965 con Mario Trevi e Maria Paris. Gli autori sono G.Pisano (il grande autore di macchiette e canzoni comiche napoletane) e F.Albano. Ti riporto il link della canzone direttamente dal canale YouTube di Mario Trevi:

      https://www.youtube.com/watch?v=4c1N0tAdUMY

      Se vuoi comprare il disco lo trovi su ebay (ho controllato).
      Purtroppo per lo spartito non posso aiutarti.

  3. Luca Mansi scrive:

    Caro Guarracino, siamo in pieno periodo natalizio, ci prepareresti un bell’articolo su “Quanno Nascette Ninno”? Mi piacerebbe tanto sapere qualcosa di più di questa magnifica canzone napoletana. Viviamo in un periodo strano, c’è chi non vorrebbe più fare il Presepe ai bambini nelle scuole. Io invece vorrei parafrasare il grande Eduardo e dire: “A me piace o’ presepe!”

  4. Filippo Pavone scrive:

    Con questo messaggio desidero esternare tutta la mia ammirazione ad Antonio Sciotti per la bellissima enciclopedia del festival della canzone napoletana 1952-1981.
    La leggo e la rileggo,rivivendo,leggendola e consultandola, i mitici festival di napoli.
    Grazie per aver creato un’opera così meravigliosa.

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>