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Funiculì Funiculà: l’inizio dell’epoca d’oro della canzone napoletana

Categoria: Canzone napoletana classica
Data inserimento: 6 luglio, 2012
Autore: Lo Guarracino

La canzone Funiculì Funiculà rappresenta uno dei momenti più importanti in assoluto della canzone classica napoletana.

Intanto è la prima canzone napoletana dove sono chiaramente individuati come autori un poeta ed un musicista. Ed è la canzone che per prima esce fuori dai confini nazionali per fare praticamente il giro di tutto il mondo; è pur vero che già nel cinquecento le villanelle alla napoletana arringavano in tutta Europa, ma in quel caso si trattava del successo di un intero genere musicale e non di una singola canzone.

Con Funiculì Funiculà, inoltre, termina quella tendenza nostalgica a riscoprire antichi canti popolari – che caratterizza i primi anni dell’ottocento napoletano; da Funiculì Funiculà in poi si inizia a scrivere canzoni con uno spirito nuovo.

E che canzoni! Il momento è propizio. L’Europa vive un periodo di grande benessere e ottimismo, dovuto in gran parte alle numerose scoperte scientifiche di quegli anni. E’ la Belle Epoque (l’epoca bella), un periodo caratterizzato da un grande interesse verso l’arte. Succede allora che la clamorosa affermazione di Funiculì Funiculà catalizza l’attenzione dei poeti e dei musicisti napoletani di quel tempo dando così inizio al periodo d’oro della canzone napoletana.

Una curiosità: sarà proprio a causa di Funiculì Funiculà che nel 1881 Martino Cafiero, direttore del “Corriere del Mattino”, invidioso per il successo del suo collega giornalista Peppino Turco, chiederà a un giovanissimo Salvatore di Giacomo di scrivere la sua prima canzone: Nannì; ma questa è un’altra storia.

Curioso invece il motivo per il quale fu scritta Funiculì Funiculà: promuovere un mezzo di trasporto! In pratica si trattò – come diremmo oggi – di una sorta spot pubblicitario.

Una foto della funicolare del vesuvioSiamo nel 1880 ed il Vesuvio è già un’attrazione per i turisti di tutti il mondo – anzi lo è molto più di quanto lo sia adesso. Quell’anno viene ultimata – dopo dieci anni di lavori – una funicolare che consente di accedere in tutta comodità alla bocca del cratere. Fino a quel momento infatti sul vulcano si era potuto salire o a piedi o in groppa a dei somarelli. Dopo la cerimonia di inaugurazione della funicolare accade però una cosa inaspettata. Il cassiere comincia a lamentarsi dei mancati incassi: un po’ per la diffidenza verso tutto quello che è nuovo, un po’ per la paura, un po’ per il rifiuto di una macchina che in certo senso toglie poesia a quel luogo tanto suggestivo, succede che i turisti – napoletani e stranieri – continuano a salire a piedi. Un bel guaio; per la costruzione dell’impianto infatti sono stati spesi tanti bei soldini.

Allora a qualcuno viene l’idea di pubblicizzare la funicolare con una canzone; così da invogliare le persone ad utilizzarla. E l’esperimento riesce, eccome se riesce!

A scrivere la canzone promozionale è il giornalista napoletano Peppino Turco che abita a Roma, ma che in quel periodo è in vacanza a Castellammare. Stessa cosa vale per l’autore della musica, il maestro Luigi Denza – musicista colto – che invece abita a Londra e che pure lui è in vacanza a Castellammare.

La canzone viene portata al concorso della Piedigrotta di quell’anno ed ha un successo strepitoso. In un anno la casa editrice ricordi pubblica e vende più di un milione di copielle! Siamo nel 1880 ed una cosa del genere non era mai accaduta prima nella storia della musica mondiale. Nasce così, a Napoli, l’idea di un mercato delle canzoni.

Funiculì Funiculà è un capolavoro assoluto. Il testo è genuino, verace, passionale. La musica del maestro Denza – che prende le mosse da Lo Zoccolaro, un antico canto popolare – è scoppiettante e imponente al tempo stesso.

Funiculì Funiculà entra nel repertorio dei più grandi tenori del mondo e viene omaggiata perfino dalla musica classica: nel 1886 il compositore e direttore d’orchestra tedesco Richard Strauss la riprende in Aus Italien (4° movimento), una fantasia per orchestra in quattro movimenti.

A conti fatti, quella che voleva essere solo una canzone promozionale diventa un pezzo di storia della musica mondiale di tutti i tempi.

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Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

3 Responses to “Funiculì Funiculà: l’inizio dell’epoca d’oro della canzone napoletana”

  1. claudio scrive:

    NAPOLI e una citta’ dalla bellezza e voi napoletani degli artisti nati.

  2. CARMINEANTONIO scrive:

    Veramente bello ed interessante. Ho una raccolta di canzoni – o meglio – di spartiti di tutte le piu’ belle canzoni napoletane qui riportate. d’ora in poi, ogni spartito sara’ “accompagnato” dalla sua storia. Bravo. Posso farti una richiesta ? Io la faccio !!..speriamo che tu possa esaudirmela : sono alla ricerca degli spartitI : 1) tric tric e lariuli'(oili’ oila’) — 2) palummella – zompa e vola.!! potresti procurarmeli? te ne saro’ moralmente riconoscente. Grazie e di nuovo complimenti per quest’ “OPERA”.

    ma no !!! e’ la prima volta che invio il commento…non e’ assolutamente possibile.

  3. Eleonora - Fifì Très Jolie scrive:

    Bellissimo, completo ed accurato, complimenti! Sono una danzattrice e sto preparando uno spettacolo sull’evoluzione musicale nel mondo durante la Belle Epoque ed ho trovato, nella tua miniera di informazioni, tanti spunti storici che mi saranno utilissimi, grazie!!

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