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Fenesta Vascia, la canzone napoletana che sfida i secoli

Categoria: Canzone napoletana classica
Data inserimento: 28 dicembre, 2015
Autore: Lo Guarracino

Scena dal film Il viaggio di Capitan Fracassa - Ettore Scola 1990La carrozza dei commedianti si addentra barcollante in una desolata strada di campagna e dal suo interno si sente Pulcinella, interpretato da un superbo Massimo Troisi, cantare la bellissima Fenesta Vascia. La scena in questione è tratta dal film Il viaggio di Capitan Fracassa ispirato al famoso romanzo Il Capitan Fracassa di Théophile Gautier. La storia è ambientata nella Francia di Luigi XIII, nella prima metà del XVII sec., e narra le vicende di una compagnia di attori della commedia dell’arte alle prese con amori impossibili, sfrenate passioni, impervi viaggi e duelli all’ultimo sangue.

Fenesta Vascia è una delle canzoni napoletane più antiche e più belle che ci siano pervenute. Si tratta di un canto anonimo risalente al ‘500, periodo in cui a Napoli c’era il Vicereame spagnolo. Considerando la metrica in endecasillabo, molto utilizzata dai poeti aulici del tempo, è molto probabile che essa sia stata scritta da un vero poeta, ma di proposito lasciata nell’anonimato e poi attribuita al popolo. Scrivere canzoni era infatti ritenuto “cosa poco seria” per le classi sociali più elevate (un po’ come si dice si accaduto alle opere di William Shakespeare relativamente alle le quali sono stati avanzati diversi dubbi circa la vera identità dell’autore).

Gli autori

Giulio Genoino Quel che è certo è che se oggi conosciamo Fenesta Vascia il merito è tutto di Guglielmo Cottrau che all’inizio dell’800 salvò innumerevoli canti della tradizione popolare napoletana altrimenti destinati ad un inesorabile oblio. Cottrau affidò il testo di Fenesta Vascia a Giulio Genoino, di Frattamaggiore, tra i più importanti poeti e canzonieri dell’800. Questi ne adattò i versi alla lingua parlata nel 1800 e, probabilmente, vi aggiunse una seconda parte prendendola da un altro canto popolare; è curioso ricordare che il Genoino rielaborò anche il testo di Fenesta ca lucieve, un’altra antica e famosa canzone napoletana con protagonista una finestra. Fenesta Vascia fu poi inserita nella celebre opera Passatempi Musicali dello stesso Cottrau e pubblicata nel 1825.

Per dovere di cronaca, e per complicare ancora più le cose, c’è anche da dire che in una lettera del 6 maggio del 1833, scritta alla sorella Lina, musicista anch’ella e che abitava a Parigi, il Cottrau confessa di essere non solo l’arrangiatore e trascrittore di alcune delle canzoni più in voga a quel tempo, tra cui Fenesta Vascia, ma anche l’autore delle musiche. [E. De Mura – Enciclopedia della canzone napoletana].

Comunque sia, Fenesta Vascia conobbe grande popolarità in tutta Italia ed arrivò anche oltralpe dove fu tradotta francese.

Il testo

Già dal titolo capiamo che la canzone è ambientata in un vicolo. Fenesta vascia significa infatti finestra bassa, si parla quindi della finestra di un basso. Il Fenesta Vascia è il disperato grido d’amore di un giovane che spasima per la fanciulla su cui a posato gli occhi. In un epoca in cui si amoreggiava solo con gli sguardi e dove le ragazze, specie quelle di buona famiglia, rimanevano chiuse in casa fino al matrimonio, una finestra poteva essere l’unico posto dove poter sperare di incontrare lo sguardo della propria amata.

Nella prima delle due ottave di endecasillabi, in rima alternata AB, il poeta definisce la fanciulla come la “crudele padrona” della finestra a causa dell’indifferenza che ella mostra nei confronti del suo sentimento. Il suo cuore (quello del poeta) arde come una candela – si consuma – e trasale al solo sentirla nominare:

Fenesta vascia ‘e padrona crudele,
quanta suspire mm’haje fatto jettare!…
Mm’arde stu core, comm’a na cannela,
bella, quanno te sento annommenare!

Per cercare di persuaderla prende ad esempio l’arrendevolezza della neve che, pur essendo fredda, si lascia modellare (“maniare”) a piacimento. Perché allora tanta asprezza e crudeltà nei suoi confronti ?

Oje piglia la ‘sperienza de la neve!
La neve è fredda e se fa maniare…
e tu comme si’ tanta aspra e crudele?!
Muorto mme vide e nun mme vuó’ ajutare!?…

Nella seconda ottava il giovane vorrebbe diventare un acquaiolo così da poter girare indisturbato tra le strade e i palazzi per vendere la sua acqua alle belle ragazze:

Vorría addeventare no picciuotto,
co na langella a ghire vennenn’acqua,
Pe’ mme ne jí da chisti palazzuotte:
Belli ffemmene meje, ah! Chi vó’ acqua…

Così che quando la sua amata chiedesse “chi è quel giovane acquaiolo?” lui potrebbe rispondere con parole studiate (“accorte”) che quella nelle anfore non è acqua, ma lacrime d’amore:

Se vota na nennella da llá ‘ncoppa:
Chi è ‘sto ninno ca va vennenn’acqua?
E io responno, co parole accorte:
Só’ lacreme d’ammore e non è acqua!…

Gli interpreti

A distanza di 500 anni Fenesta Vascia viene ancora cantata e questo è un miracolo musicale tutto napoletano. Tra i grandi che l’hanno interpretata ci sono mostri sacri della canzone napoletana come Roberto Murolo, che l’ha inserita nel primo volume della sua antologia sulla canzone napoletana, Sergio Bruni e Fausto Cigliano. Anche Luciano Pavarotti l’aveva nel suo prestigioso repertorio.

Il cantautore Mango esegue Fenesta VasciaNon mancano poi versioni felicemente contaminate da altri generi, come la lirica, il pop ed il jazz. Nel 2001 Giorgia ospite di Massimo Ranieri in uno spettacolo musicale su RAI1 duetta con l’artista napoletano cimentandosi proprio in Fenesta Vascia. Molto suggestiva è la versione del brano che nel 2006 la cantante jazz Nicky Nicolai inserisce suo album L’Altalena. In un post su Facebook del 4 novembre 2014, ad un mese dalla sua prematura scomparsa, il cantautore lucano Mango la intona in una versione molto personale.

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Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

2 Responses to “Fenesta Vascia, la canzone napoletana che sfida i secoli”

  1. ciro scrive:

    sono un appassionato della canzone napoletana ho 70 anni e trovo questa iniziativa lodevole complimenti

  2. Pierluigi scrive:

    Complimenti per l’iniziativa, sono un ragazzo di 29 anni appassionato di musica classica napoletana. Attenderò altri post!

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