Tarantelluccia.it

Fausto Cigliano, il Michelangelo della canzone classica napoletana

Categoria: Gli interpreti
Data inserimento: 9 febbraio, 2016
Autore: Lo Guarracino

Ricordo Fausto Cigliano alla televisione nella trasmissione “Mattina In Famiglia” su RAI2 e prima ancora in “Telesogni” su RAI3. Rimanevo letteralmente estasiato da quelle sue interpretazioni. La sua voce era armoniosa, misurata, piacevolmente vibrante fino alle note più basse. Squisiti erano poi gli arrangiamenti che proponeva con la chitarra.

Ambasciatore nel mondo della canzone classica napoletana l’ha interpretata con garbo, classe e raffinatezza. Un uomo con uno stile di comportamento fuori dal tempo, da farlo sembrare di un altro secolo, con un savoir-faire tale da rendere gradevole anche il solo sentirlo parlare; lui che invece sale alla ribalta proprio quando, alla fine degli anni cinquanta, la moda è quella di urlare sempre più.

Resta senza dubbio uno dei più grandi interpreti della canzone napoletana di tutti i tempi.

Biografia di Fausto Cigliano

La difficile infanzia

Fausto Cigliano da bambinoFausto Cigliano nasce il 15 Febbraio del 1937 a Napoli, in quello stesso quartiere Vomero che da i natali ad un altro grande interprete della canzone napoletana: Roberto Murolo.

La storia di questo grande artista napoletano è affascinante e per certi versi paradossale. Dai sette ai quindici anni infatti la sua vita è condizionata da problemi respiratori dovuti a ricorrenti attacchi d’asma. Nonostante ciò, o forse proprio per questo, riesce ad eccellere in un campo artistico, quello del canto, dove la respirazione è tutto.

La sua infanzia è problematica, la malattia gli impedisce di fare molte delle cose che fanno i ragazzi della sua età; come ad esempio correre. Quando poi più tardi due dei suoi fratelli vengono ingaggiati nel coro del teatro San Carlo ed in casa è tutto un cantar di Romanze, lui, con il poco fiato che ha a disposizione, non può far altro che starsene in disparte.

Inizia però ad appassionarsi alla musica e a sognare; e si sa, i sogni di un bambino possono arrivare molto, molto lontano. Il fuoco della musica comincia ad ardergli dentro, tanto che nei periodi di malattia si costruisce delle improbabili chitarre con scatoli per le scarpe ed elastici. Alla radio ascolta Ernesto Bonino, Alberto Rabagliati e l’orchestra Barzizza, ma anche artisti americani come Nat King Cole e Frank Sinatra. E poi c’è quella sua vicina di casa. Affacciandosi dal balcone Fausto può ascoltare la sua bellissima voce: si tratta della cantante Gloria Christian.

La prima chitarra e le prime esperienze nel campo della musica

Nel ’52 frequenta il primo anno di ragioneria e, cosa più importante, è guarito dall’asma. Adesso sogna una vera chitarra. Per comprarsela si impegna fino allo stremo negli studi e vince brillantemente una borsa di studio. Ma i suoi sforzi sono vani, la vita gli riserva infatti un’altra brutta sorpresa: il papà muore prematuramente ed i soldi che ha vinto prendono tutt’altra strada. La chitarra però arriva pochi mesi dopo, gliela regala l’amico di scuola Geppi Fiocco (una chitarra di Carmelo Catania). Ma l’aspirante chitarrista non ha contatti “musicali” né può permettersi un maestro. Compra allora un libretto di accordi ed impara a suonare da autodidatta; “fracassandosi le dita”, come dirà in un’intervista.

Con la chitarra sotto braccio il giovane Fausto Cigliano dimostra subito di che pasta è fatto. È un vero enfant prodige. Brucia tutte le tappe. Già nel ’53, infatti, quando ha solo sedici anni ottiene i primi “contrattini” che gli consentono di esibirsi in locali notturni di Napoli, Capri e Ischia. E l’anno successivo partecipa alle prime trasmissioni radiofoniche, quando di anni ne ha solo diciassette. In un locale ischitano è stato infatti notato dal maestro Cinico Angelini ed al direttore RAI Fulvio Palmieri che gli hanno proposto un provino. Lui, con quell’intraprendenza che a volte solo i timidi posseggono, non se l’è fatto dire due volte.

Nel 1955 partecipa al programma radiofonico Premio Italia dove canta una canzone scritta da Totò: Che me diciste a ffà!. Oltre a fargli i complimenti, il grande attore napoletano gli regala anche 100.000 lire.

Le partecipazioni ai festival di Napoli e di Sanremo

Fausto Cigiano e Teddy Reno vincitori al festival di Napoli del 1959Le prime esperienze che gli danno la popolarità a livello nazionale sono però quelle ai Festival della Canzone di Napoli del ’56 e del ’57. Non è in gara, si esibisce invece voce e chitarra per riassumere le canzoni partecipanti. In questo periodo prende anche parte ad alcuni film leggeri e senza pretese dove tipicamente interpreta il ruolo del cantante chitarrista; recita comunque con attori come Nino Manfredi, Renato Salvatori e Memmo Carotenuto.

Nel 1959 torna sul palcoscenico del Festival di Napoli, questa volta come concorrente, e lo vince cantando in coppia con Teddy Reno la canzone “Sarrà chi sa?” scritta da Roberto Murolo. Senza grandi fortune saranno invece le partecipazioni del ’61, con una sua canzone dal titolo “Uh, che cielo!”, e del ’62, con “‘Mbriacateve cu me” di Salvatore Palomba e Mattozzi. Intanto nel ’61 si è trasferito a Roma. Quello stesso anno partecipa al Giugno della Canzone Napoletana e collabora con il grande Ennio Morricone con il quale scrive la canzone “Duorme”.

Senza grandi fortune sono anche le sue partecipazioni al festival di Sanremo. Sono in tutto cinque: dal ’59 al ’64 salta infatti solo l’edizione del 1963. Nell’ultima, quella del 1964, canta con lo statunitense Gene Pitney un brano di Giorgio Calabrese e Carlo Alberto Rossi intitolato “E se domani”. L’arrangiamento, di quella che diventerà una celebre canzone, viene cambiato più volte. Infine, per andare incontro alle tendenze “roboanti” di quella edizione del festival, la canzone viene presentata in una versione non proprio congeniale al brano stesso. Il risultato è che il pezzo viene escluso dalla finale. Con Cigliano costretto a partire per il servizio militare la canzone viene portata al successo, quello stesso anno, dalla versione di Mina.

L’incontro fatale con il grande Mario Gangi

Fausto Cigliano e Mario Gangi si esibiscono in una trasmissione RAINel 1965 comincia un nuovo percorso artistico con Mario Gangi, un gigante nel campo chitarristico. È il cambio di marcia, o per meglio dire “di tonalità” della sua carriera. Inizialmente Gangi fa da vero e proprio maestro a Cigliano. Quest’ultimo ha infatti deciso di intraprendere uno studio più approfondito ed accademico della chitarra classica e così nel 1976 si diploma al conservatorio di Santa Cecilia in Roma.

Lo studio della musica classica fa nascere in Cigliano il gusto per la ricerca. Con Mario Gangi forma un duo artistico di studio, riscrittura e riproposizione del repertorio classico napoletano. Quella tra Cigliano e Gangi è una collaborazione che dura un trentennio con numerosi concerti ed incisioni. Si esibiscono (una voce e due chitarre) in Italia e nel mondo diventando famosi anche negli Stati Uniti ed in Giappone. Nel paese del Sol Levante Cigliano incide anche dei dischi in lingua. Una sua canzone fa addirittura da sigla ad una serie poliziesca; in una delle puntate compare anche come attore.

La carriera discografica di Fausto Cigliano

Il primo 33 giri Cigliano lo incide nel 1956, si intitola Fausto Cigliano e la sua chitarra e contiene le canzoni di quella edizione del festival di Napoli. L’anno successivo pubblica un’altra raccolta dall’esplicativo titolo 5° Festival della canzone napoletana. Seguono Napoli anno zero nel 1964, che contiene alcuni classici della canzone napoletana, e Chitarra club nel 1967, che è anche il titolo di una trasmissione che Cigliano conduce in RAI quello stesso anno.

Negli anni settanta il sodalizio con Mario Gangi porta ad un lavoro “monumentale”. Così come avevano fatto già altri grandi come Roberto Murolo e Sergio Bruni, realizza una ricca antologia in nove volumi sulla canzone classica napoletana dal titolo Napoli Concerto. Resta senza dubbio l’opera discografica più importante dell’artista napoletano.

Nel 1984 ricorre cinquantesimo anniversario della morte di Salvatore Di Giacomo. Dai microfoni della storica trasmissione radiofonica “Appassuliatella”, Cigliano canta cinque canzoni inedite del grande poeta napoletano che però non incide. Negli anni ottanta pubblica un solo album: Ventata nova del 1986.

Fausto Cigliano durante una esibizioneCon il nuovo secolo si assiste ad una suo ritorno. Nel 1999 pubblica, sempre con Mario Gangi, Teatro nella canzone napoletana. Il lavoro contiene tredici canzoni, non conosciutissime, di grandi attori del teatro napoletano (tra cui Totò, Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani).

Nel 2002 è la volta di …e adesso slow!, un remake “napoletanizzato” di alcuni classici americani degli anni ’40 e ’50.

Nel 2004 pubblica L’oro di Napoli, una raccolta di classici napoletani molti dei quali sono stati registrati in occasione della trasmissione di RAI 2 “In famiglia”. Nel 2010 c’è anche un seguito con l’album L’oro di Napoli due.

Sebbene Fausto Cigliano sia stato fondamentalmente un interprete ed un chitarrista, nel corso della sua carriera ha scritto anche delle canzoni. Oltre alle già citate “Uh, che cielo!” e “Duorme” si ricordano tra le altre: “Ossessione ’70” scritta in occasione dei mondiali di calcio del 1970 in Messico, “Napule mia”, “Nella mia città”, “Ventata nova” scritta all’indomani del terremoto in Irpinia del 1980, “E t’aggia perdere”, e le bellissime “Pucundria” e “Scena muta”.

Cigliano compone anche per la TV ed il cinema. Nel 1976 scrive la colonna sonora dello sceneggiato RAI Camilla. Nel 1982 scrive le musiche per il film di Michelangelo Antonioni “Identificazione di una donna” durante il quale fa anche una breve comparsa interpretando un chitarrista che suona ad una festa.

I riconoscimenti alla carriera

Fausto Cigliano ed il sindaco di Napoli Luigi De MagistrisIl ritorno discografico degli anni duemila consente grande cantante napoletano di ricevere il giusto riconoscimento da parte del mondo della musica per la sua gloriosa carriera. Diventa sempre più una leggenda vivente.

Nel 2003 vince il “Premio Carosone”. Per l’occasione esegue voce e chitarra i brani Uocchie nire, in omaggio a Roberto Murolo da poco scomparso, e Maruzzella. Nello stesso anno vince anche il “Premio Tenco”. Nel 2008 gli viene conferito il “Premio Mia Martini” alla Carriera.

Nel 2015, in occasione del sessantesimo anniversario della sua prima incisione discografica, riceve dalle mani del sindaco di Napoli Luigi de Magistris la medaglia della città e una targa in «segno di profonda stima e ammirazione per il suo ruolo di ambasciatore della musica napoletana nel mondo». Suggestive e quanto mai calzanti sono poi le parole che l’assessore alla cultura Nino Daniele utilizza per l’occasione: «Lei è il Michelangelo della canzone classica napoletana, ogni sua canzone è un tocco di scalpello a una statua e ogni nota della sua chitarra e della sua voce, raggiungono l’equilibrio dell’armonia attraverso un lavoro di approfondimento».

Argomenti trattati , ,

Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

12 Responses to “Fausto Cigliano, il Michelangelo della canzone classica napoletana”

  1. Angelo scrive:

    Sono interessato a sapere se il maestro Fausto è disponibile per spettacoli o serate .
    Grazie

  2. Angelo MARGHERITA scrive:

    Sono interessato a conoscere la disponibilità del maestro Fausto CIGLIANO ad esibirsi.
    Grazie

  3. chiara alessandrello scrive:

    Buongiorno Sig. Mimmo Guarino, mi scusi se la disturbo, ma con la presente vorrei fare arrivare gli auguri di buon compleanno al grandissimo e bravissimo cantante e chitarrista M° FAUSTO CIGLIANO stimato artista, dei miei genitori Pippo e Antonella. Vorrei fare una sorpresona a loro in occasione del loro 28° Anniversario di matrimonio. Se è possibile potrebbe far pervenire questa mail al M° Cigliano per avere il piacere di fargli gli auguri e chiedergli qualche cartoline/foto/cd/brochure con autografo e dedica (per me e i miei genitori)? Non mi dica di no!! Il mio nome è Chiara e ho 16 anni e vado al 3° Liceo scientifico.

  4. GRAZIA scrive:

    PER TUTTI I FAN’S DEL MAESTRO FAUSTO CIGLIANI SARA’ OSPITE SPECIALE ALLA SECONDA EDIZIONE DI MILLEVOCI NAPOLETANE POI VI COMUNICHEREMOP LE DATE PRECISE
    LE REGISTRAZIONI DELLE 3 PUNTATE VERRANNO EFFETTUATE IL 17 OTTOBRE DALLE 15.00 IN POI PRESSO IL DANCING SATIRICON DI APRILIA VI ASPETTIAMO UN SALUTO A TUTTI

  5. Caterina Tomasello scrive:

    Gentile Maestro, tra le carte della mia defunta madre ho ritrovato degli spartiti musicali di Sua proprietà che, se lo desidera, gradirei farLe pervenire. Parliamo di spartiti di quasi cinquant’anni fa.
    Resto in attesa di Sua gradita risposta e con l’occasione invio cordiali saluti.
    Caterina Tomasello – V****o- Via A. V******i n. ** – **********

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>