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Nacquero a Napoli i primi conservatori

Categoria: Storie, aneddoti e curiosità
Data inserimento: 4 dicembre, 2011
Autore: Lo Guarracino

Al di là del vastissimo repertorio di canzoni napoletane – e già questo basterebbe per considerarla come capitale mondiale della canzone – è straordinario il contributo che Napoli ha dato alla musica, sia a livello Italiano che Europeo.

Basti pensare che fu proprio nella Napoli del cinquecento che nacquero i primi conservatori. E cioè i primi istituti di formazione musicale di matrice laica post medio evo. Prima di allora, per quasi per un millennio, la musica venne insegnata solo nelle Scholæ Cantorum, preposte alla formazione dei cori di giovani destinati ad accompagnare le funzioni religiose nella chiesa cattolica.

conservatorio-napoliIn realtà i conservatori nacquero a Napoli con uno scopo ben diverso: quello di proteggere, di conservare (da cui il termine “conservatorio”), dai pericoli e dalle difficoltà della vita, i trovatelli e gli orfani. Napoli è sempre stata piena di bambini – chissà perché non ha mai avuto problemi di nascite! Già nel cinquecento le strade della città brulicavano di scugnizzi. I tempi erano quelli che erano e centinaia di ragazzini, o perché orfani o perché di famiglie poverissime, vagavano per le strade abbandonati a sé stessi; flotte di bambini che avevano come casa la strada e che mangiavano quel che gli offriva la gente. Molti di loro non raggiungevano la maggiore età e morivano di stenti.

Fu per dare aiuto e riparo a questa indifesa fetta di umanità che nel 1537 fu fondato, nei pressi dell’omonima chiesa, il Santa Maria di Loreto: quello che sarà il primo conservatorio italiano. Nel 1589 fu la volta dell’istituto Poveri di Gesù Cristo. Poi nel seicento altri due: quello di Sant’Onofrio a Capuana e quello della Pietà dei Turchini. Questi quattro istituti davano ospitalità a tantissimi bambini napoletani: insegnavano loro a leggere e a scrivere ed un mestiere. Ma venivano insegnate anche le arti musicali così che col passare del tempo, quando la professione di musicista divenne fonte di sostentamento, si trasformarono in vere e proprie scuole di musica.

Nel 1826 i quattro istituti confluirono tutti nel conservatorio di San Pietro a Majella che fu statizzato nel 1862 dai Savoia e dove fu annesso un convitto per accogliere gli studenti provenienti da lontano. Il conservatorio di S. Pietro a Majella, che fu diretto tra gli altri anche da Gaetano Donizzetti, era considerato il più importante d’Europa.

vincenzo-belliniI quattro conservatori napoletani, e successivamente quello si San Pietro a Majella, formarono fior fior di musicisti che influenzarono fortemente la musica del tempo diffondendo lo stile musicale napoletano nelle le corti di tutta Europa: Francesco Francesco Cilea, Saverio Mercadante, Alessandro Scarlatti e suo figlio Domenico, Vincenzo Bellini, solo per fare qualche nome.

Ovviamente enorme fu l’influenza che ebbero sulla canzone napoletana stessa, soprattutto attraverso l’opera buffa – anch’essa nata a Napoli. Furono allievi di questi conservatori i suoi maggiori esponenti: Leonardo Vinci, Niccolò Piccinni, Giovanni Battista Pergolesi, Domenico Cimarosa, Giovanni Paisiello.

Ma soprattutto al conservatorio di San Pietro a Majella si diplomarono – o studiarono soltanto – tutti quei musicisti che con le loro composizioni elevarono la canzone napoletana a forma d’arte. Franceso Paolo Tosti e Luigi Denza, tanto per fare qualche nome. Il primo musicò A Marechiaro, forse la più bella canzone di Salvatore Di Giacomo, il secondo autore di Funiculì Funiculà. E poi Rodolfo Falvo che scrisse Dicitanteclle vuje, Guapparia e Uocchie c’arragginate, Ernesto De Curtis che musicò Tu ca nun chiagne, Voce ‘e notte e Torna a Surriento ed il grande Eduardo di Capua autore di ‘A serenata d’ ‘e rose, I’ te vurria vasà , Torna Maggio, Maria Marì e ‘O sole mio! E altri ancora. Insomma tutti (o quasi) gli autori musicali dei più grandi capolavori della canzone napoletana dell’epoca d’oro.

Diplomati illustri di un passato più recente sono stati il grande Renato Carosone, Roberto De Simone ed un napoletano oggi famoso in tutto il mondo: il maestro d’orchestra Riccardo Muti. Ancora oggi quello di San Pietro a Majella è considerato uno dei più prestigiosi conservatori, al suo interno è presente un museo della musica, probabilmente il più importante al mondo.

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Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

7 Responses to “Nacquero a Napoli i primi conservatori”

  1. Mario scrive:

    SEI VERAMENTE BRAVO, GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE FAI,
    MARIO B.

  2. Nicolino Caracciolo scrive:

    Sei rccezzionale,grazie per tutto quello che fai.

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