Canzoni napoletane antiche

Categoria: Contenuti speciali
Data inserimento: 12 gennaio, 2013
Autore: Lo Guarracino

Cosa s’intende per canzoni napoletane antiche ? Molti, sbagliando, fanno riferimento a quelle famose scritte nell’epoca d’oro a cavallo tra l”800 e il ’900: ‘O sole mio, ‘O surdato nnammurato, I te vurria vasà, etc… Se non addirittura a quelle successive che hanno caratterizzato i Festival di Napoli dal dopoguerra alla fine degli anni sessanta. Si tende a cadere in questo errore a causa di quelle pseudo canzoni napoletane che negli ultimi decenni vengono scritte dai cosiddetti “neomelodici”. L’errore (orrore) è quello di considerare questo filone come la canzone napoletana moderna. Si tratta invece solo di opere indegne le cui musiche spesso sono copiate da famose canzoni di musica leggera italiana; i testi, poi, non meritano neppure menzione tanto è a volte la loro banalità e volgarità.

Per trovare le “vere” canzoni napoletane antiche dobbiamo invece andare molto indietro nel tempo. Se si escludono – come ovvio che sia – i primissimi frammenti risalenti all’età degli Svevi (1200), quelli degli Aragonesi e degli Angioini (1300-1400), ed anche le Villanelle nel 1500, le più antiche canzoni napoletane sono i canti popolari che fioriscono nella città partenopea solo tra il ’600 ed il ’700. Poiché è solo con questi canti che cominciano a delinearsi i caratteri della canzone come la intendiamo oggi.

Autoritratto del pittore napoletano Salvator RosaFortunatamente, alcune di queste antiche canzoni napoletane sono “miracolosamente” giunte fino ai giorni nostri con tutta la loro genuina semplicità. Ascoltandole si ha l’impressione di viaggiare indietro nel tempo, di tornare in quelle epoche. Tra le più famose e belle ricordiamo la romantica Fenesta Vascia, che pare provenga dalla Sicilia, Michelemmà, che la leggenda attribuisce al pittore napoletano Salvator Rosa, Fenesta ca lucive, Cicerenella, Lo Guarracino; quest’ultima canzone è stata addirittura oggetto di studi da parte di letterati e scienziati. Sono eseguite tutt’oggi risultando ancora godibilissime all’orecchio dell’ascoltatore moderno.

Vengono comunemente chiamate “canti popolari” perché la loro creazione viene attribuita all’intero popolo (napoletano) e non ad un autore in particolare. In realtà si tratta di componimenti di autori ignoti che si sono poi arricchite e modificate nel corso degli anni grazie al contributo spesso casuale del popolo stesso. Il motivo di questa genesi è presto spiegato. Proprio perché partorite da persone incolte, popolani, pescatori, contadini, esse non venivano scritte su carta: la loro trasmissione era solo per via orale. E chissà quante di esse sono andate perdute per sempre !

Guglielmo CottrauMa allora come hanno fatto queste canzoni a giungere fino ai giorni nostri ? Non per miracolo! Il merito è invece di uomini di cultura e di buona volontà come Guglielmo Cottrau. Francese (naturalizzato napoletano) Cottrau arrivò a Napoli dodicenne assieme al padre; siamo ai tempi di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat. Guglielmo Cottrau fu un vero pioniere, uno dei primi ad innamorarsi della canzone napoletana. All’inizio dell’ottocento, uomini di cultura come Cottrau – ed altri con la sua stessa passione – ebbero la fortunata intuizione di dedicarsi al salvataggio e alla diffusione di tutto ciò che la tradizione popolare canora napoletana aveva prodotto nei secoli passati. Spesso questi uomini lavoravano al servizio di editori che stampavano e vendevano le “copielle” delle canzoni recuperate. Che facevano ? Andavano nelle campagne, nelle masserie, nei vicoli, dentro ai bassi per orecchiare dal popolo quei motivi e quelle parole tramandate di generazione in generazione, ma mai trascritte su carta.

È bene sottolineare l’enorme contributo che queste canzoni hanno dato allo sviluppo successivo della canzone napoletana. Infatti sarà proprio dall’incontro tra i canti popolari da una parte e l’esperienza dell’opera buffa dall’altra che alla fine dell’ottocento nascerà quella sublime forma d’arte che è la canzone napoletana d’autore. Ma questa è un’altra storia.

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Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Sono uno “storicantore” della canzone napoletana classica: le canzoni oltre a cantarle e suonarle le spiego pure raccontandone la storia. Le mie esibizioni sono sempre all'insegna del divertimento. Se vuoi organizzare uno spettacolo sulla canzone napoletana puoi contattarmi qui.

13 risposte a “Canzoni napoletane antiche”

  1. Sergio De Liso scrive:

    A proposito di canzoni napoletane antiche…
    Ho quasi finito di pubblicare sul sito IMSLP gli spartiti di circa 200 di tali canzoni: la più giovane (si fa per dire) è del 1886. Per coloro che, come me, non sanno leggere la musica, ho prodotto anche i corrispondenti file audio, per dare almeno un’idea di queste canzoni che sono in buona parte sconosciute e non sono mai state registrate. Il tutto è disponibile gratuitamente: basta digitare il mio nome su Google. Buon ascolto a tutti!

    • Vittorio De Gregorio scrive:

      Essendo il nipote del maestro Giuseppe De Gregorio compositore di moltissime canzoni napoletane tra cui “Napule belle” vincitrice del festival di Piedigrotta, ‘Ndringhete ‘dra Vorrei sapere come posso reperire gli spartiti musicali riguardanti mio nonno. Grazie

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