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'A tazza 'e cafè

Categoria: Canzone napoletana classica
Data inserimento: 2 novembre, 2011
Autore: Lo Guarracino

E’ semplicemente sbalorditiva la capacità che hanno le donne di mascherare il proprio interesse per un uomo quando questo comincia a corteggiarle. All’inizio si negano. Sempre ! Anche quando sono stra-interessate. Ovviamente è una tattica. Sanno bene, infatti, che negandosi ottengono non uno ma ben tre risultati utili: accrescere il desiderio dello spasimante, metterlo alla prova testandone l’effettivo interesse e non dare l’impressione di esser facili.

Questa strategia è però ben conosciuta dagli uomini i quali a loro volta sanno di dover insistere un po’ per raggiungere il sospirato obiettivo. E’ anche vero però che a volte questo meccanismo può trarli in inganno facendo loro collezionare solo una serie infinita di clamorosi quanto umilianti rifiuti.


Il poeta Giuseppe Capaldo era uno di quelli che non mollano la presa. Si innamorò perdutamente di una certa Brigida. Brigida faceva la cassiera in un bar ed era bellissima. L’intrepido poeta cominciò ovviamente a corteggiarla. La bella Brigida, però, proprio non ne voleva sapere. I giorni passavano ma tutti suoi tentativi di sedurla andavano miseramente a vuoto. Per fortuna!

tazza-caffePer fortuna della canzone napoletana. Proprio a causa di questi continui rifiuti, infatti, un po’ dispetto, un po’ per sfida, il focoso poeta le scrisse una canzone. Una canzone destinata a rimanere negli annali, un autentico capolavoro. E la scrisse lì per lì, davanti al tavolino del bar dove era seduto e – come quasi sempre accade per i capolavori – in pochi minuti. Era il 1918 e su quel tavolo nasceva il testo della famosissima canzone dal titolo ‘A tazza ‘e cafè.

Perché, si chiede il poeta, non appena mi vedete (il voi era d’obbligo all’epoca) vi amareggiate così tanto ? Badate che è tutto inutile, perché più il vostro viso si imbroncia, più agli occhi miei appare bello.

Vurría sapé pecché si mme vedite,
facite sempe ‘a faccia amariggiata
Ma vuje, quanto cchiù brutta ve facite,
cchiù bella, a ll’uocchie mieje, v’appresentate
I’ mo nun saccio si ve n’accurgite!

Nel ritornello arriva il colpo di genio con il paragone tra la donna e la tazza di caffè nella quale è stato messo lo zucchero, ma non è stato girato: proprio come il caffè che è amaro in superficie ma dolce sul fondo così la donna è scorbutica in apparenza ma zuccherina nella sostanza.

Ma cu sti mode, oje Bríggeta,
tazza ‘e café parite:
sotto tenite ‘o zzuccaro,
e ‘ncoppa, amara site

Ma questo non è certo un problema – dice Capaldo – perché girerò così tanto il cucchiaino nella tazza che quel sapore dolce mi dovrà arrivare alla bocca.

Ma i’ tanto ch’aggi”a vutá,
e tanto ch’aggi”a girá
ca ‘o ddoce ‘e sott”a tazza,
fin’a ‘mmocca mm’ha da arrivá!

Ma c’è di più. Perché anche se più passa il tempo e più quel caffè si raffredda – invece di riscaldarsi al fuoco della passione – il risultato è comunque quello di una graditissima quanto deliziosa granita al caffè.

Cchiù tiempo passa e cchiù v’arrefreddate,
‘mméce ‘e ve riscaldá “Caffè squisito!”
‘o bbello è ca, si pure ve gelate,
site ‘a delizia d”o ccafé granito
Facenno cuncurrenza â limunata

Versi deliziosi e irriverenti che uniti alla scoppiettante musica scritta da Vittorio Fassone fanno di ‘A tazza ‘e cafè una canzone straordinariamente allegra e divertente.

Questa canzone chiude simbolicamente quella che viene definita l’epoca d’oro della canzone napoletana, un ciclo di canzoni straordinarie durato circa quarantanni.

P.S. Non ci è dato sapere se la bella cassiera Brigida cedette mai alle lusinghe dell’autore.

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Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

11 Responses to “'A tazza 'e cafè”

  1. giuseppina scrive:

    ciao grazie per chi ha saputo raccontare la storia del mio bisnonno lui con le sue canzone restera` sempre nel mio cuore

  2. anonymous scrive:

    ciao,
    da altre fonti di cui mi è difficile accertare l’attendibilità si legge che il poeta in questione fosse anche il barista del bar di cui Brigida fosse la cassiera puoi confermare o smentire?

  3. Raffaele Brigida scrive:

    E’ ciò che afferma Vittorio Paliotti nella sua ” Storia della Canzone Napoletana”- Edizione Newton Compton, aggiungendovi tra l’altro un gustoso episodio nel quale – lui stesso protagonista – l’autore di “Tazza ‘e Cafè” mise fine alla carriera di cameriere, dedicandosi definitivamente alla poesia.

  4. ALDO scrive:

    STRAORDINARIA CANZONE
    SENZA TANTI GIRI DI PAROLE RENDE GRANDISSIMA LA COSIDETTA CANZONE NAPOLETANA
    MI DISPIACE IN QUESTO CASO DI NON ESSERE NAPOLETANO

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