Tarantelluccia.it

A Marechiaro ce sta 'na fenesta

Categoria: Canzone napoletana classica
Data inserimento: 16 giugno, 2012
Autore: Lo Guarracino

fenestella-marechiaroMarechiare è il capolavoro assoluto di Salvatore Di Giacomo – il che è già tutto dire ! I versi di questa canzone hanno una forza evocativa straordinaria, tale da indurre in chi li legge la sensazione di trovarsi proprio lì sulla scena della narrazione. Fin da subito, infatti, pare quasi di odorare il profumo del mare, di vederne i colori e di sentire il rumore delle sue onde:

Quanno spónta la luna a Marechiaro,
pure li pisce nce fanno a ll’ammore…
Se revòtano ll’onne de lu mare:
pe’ la priézza cágnano culore…

Marechiare è l’esperienza dell’uomo in amore che rimane estasiato di fronte alla bellezza della natura. Un amore ideale dove la donna oggetto del desiderio, Carulì, rimane nascosta dietro una finestra chiusa; anzi, che addirittura se la dorme:

Scétate, Carulí’, ca ll’aria è doce…

E quando poi il poeta ne parla, la descrive con occhi che irradiano fasci di luce come quelli di una stella, un’immagine quasi Mariana:

Chi dice ca li stelle só’ lucente,
nun sape st’uocchie ca tu tiene ‘nfronte!
Sti ddoje stelle li ssaccio i’ sulamente:
dint’a lu core ne tengo li ppónte…

Ritroveremo, in parte, questa visione dell’amore nella poesia di Vincenzo Russo, in particolare nella bellissima Torna Maggio(1900) ed in Maria Marì (1899), dove ancora una volta a farla da protagonista sarà una finestra.

francesco-paolo-tostiMa se le parole di Marechiare hanno la loro carica evocativa, la musica non è certo da meno. Fu il più grande autore di romanze dell’ottocento italiano a scriverla: il Maestro Francesco Paolo Tosti. La leggenda vuole che Di Giacomo, di quei versi, non volesse farne affatto una canzone e che Tosti, per convincerlo, dovette pagargli (un po’ per gioco un po’ per scommessa) la somma di una sterlina d’oro. Per fortuna Di Giacomo si lasciò convincere!

Il Maestro Tosti scrisse oltre cinquecento romanze per canto e pianoforte, ma oggi viene ricordato soprattutto per Marechiare; miracoli della canzone napoletana! La melodia di questa canzone è allo stesso tempo impetuosa e fresca, passionale e allegra. In essa si fondono, come forse in nessun’altra canzone napoletana, i sapori mediterranei arabeschi, con quelli classici della romanza:

Ah! Ah!
O scetate, o scetate,
scetate, Carulì, ca l’area è doce.

Marechiare sarà la canzone che darà fama mondiale – oltre che allo stesso al poeta Di Giacomo – ad uno dei posti più belli di Napoli; chissà nel corso degli anni quante persone sono accorse come turisti da tutto il mondo per visitare quel luogo. Tanto fu il successo della canzone che nel 1914 ad essa fu ispirato un Film muto: “A Marechiaro ‘nce sta na fenesta”. Nel 1922, poi, sulla spiaggetta di Marechiaro, si tenne una solenne cerimonia con oltre 10.000 spettatori e tanto di autorità e carta stampata. Al sorgere della luna (Quanno spónta la luna a Marechiaro … ) fu scoperta, sotto la famosa finestrella, una lapide di marmo a forma di carta – ancora oggi è lì – con sopra inciso un parte dello spartito della canzone. Per l’occasione, il famoso tenore Fernando De Lucia cantò la canzone accompagnato da una banda musicale.

Su Marechiare è stato detto e scritto molto. C’è stato addirittura qualche illustre poeta che si è chiesto se tra le parole “Quando sponta la Luna” e “a Marechiaro” dovesse esserci o meno una virgola! – io credo di no. Il grande dilemma, però, ancora oggi irrisolto, è stato quello di stabilire se Di Giacomo fosse o meno stato mai a Marechiaro prima di scrivere quei versi.

Marechiare diede onori e gloria a Di Giacomo. Anche troppi, forse. Quando una canzone – o più in generale un’opera – diventa più famosa dell’ autore che l’ha creata succede che questi finisce per ripudiarla. E anche Di Giacomo in un certo senso rinnegò la sua creatura: criticò qualche suo verso ed la escluse dalla raccolta di poesie destinata a contenerla. Ma la canzone ebbe sempre la meglio sul poeta. Fino alla fine. Tanto che lo accompagnò finanche durante il suo funerale (1934): fu infatti suonata da una banda musicale che si unì al corteo funebre.

Argomenti trattati , , , ,

Mimmo GuarinoCiao! Mi chiamo Mimmo Guarino alias “Lo Guarracino” e sono il creatore di questo blog. Mi sono innamorato della canzone napoletana grazie alla voce del grande Roberto Murolo, a mio avviso il più grande interprete di questa nobile forma d’arte.

16 Responses to “A Marechiaro ce sta 'na fenesta”

  1. Luisa scrive:

    Mia suocera (classe 1907) della ricca famiglia Bruno, commercianti di pelli, caduta in disgrazia per la morte prematura del capofamiglia, mi raccontava che la canzone era stata dedicata ad una sua antenata che abitava lì e si affacciava alla “finestra”

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>